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​Alexy Bosetti è nato nel 1993, ma in Francia lo conoscono tutti, da almeno due anni. Nel 2012 ha trascinato con 37 gol il Nizza al primo storico successo nella prestigiosa Coppa Gambardella, un anno dopo, con la Francia capitanata dallo juventino Pogba, ha vinto in Turchia il Mondiale under 20. Un attaccante veloce e moderno, con una storia particolare. Legata da sempre, nel bene e nel male, ai colori del Nizza.

UN ULTRA' IN CAMPO - Bosetti prima di diventare un calciatore professionista con la maglia de Les Aigles, ne era tifoso. O forse è meglio dire ultrà, per l'esattezza della Brigade Sud Nice, il gruppo più caldo del tifo organizzato. Un'adolescenza a saltare e cantare sugli spalti dello Stade du Ray, un ragazzo come tanti altri ma abile con la palla tra i piedi, che nel 2012 ha coronato il suo sogno, firmare con la squadra del cuore. Dalla curva al campo, come successo a Grosskreutz, centrocampista del Borussia Dortmund e fanatico dei colori gialloneri e del Muro.

AMORE SCRITTO SULLA PELLE -  Anche se non è più un tifoso da curva, Bosetti continua a portare il mondo ultrà nel cuore. O forse è meglio dire sulla pelle. Sul corpo ha diversi tatuaggi, oltre al volto di Jacques Médecin, storico e amato sindaco di Nizza, e di Albert Spagiarri, criminale considerato il cervello del colpo del secolo alla Société Générale di Nizza, l'attaccante di origni italiane (tra Pieve di Teco e Castelfiorentino) porta sulla spalla un teschio perforato da un coltello con lettere greche, simbolo della  Brigade Sud Nice, sciolta nel 2010 per episodi di violenza e rinata come Popolare Sud . E' finita qui? Neanche per sogno.  Bosetti ha anche un' aquila di Nzza sul petto con la scritta "mentalità nizzarda".
SQUALIFICA - Proprio uno di questi tatuaggi è costato a Bosetti una squalifica.  Sedicesimi di Coppa di Francia, Bosetti segna nel derby con il Marsiglia, va sotto la curva dei tifosi dell'OM, alza la manica e mostra il simbolo del gruppo ultrà del Nizza. Per la Disciplinare francese è "provocazione", il turno di stop scatta immediatamente. Una scelta che divide e fa discutere, non solo in Francia.

BRUTTO EPISODIO - Non è la prima volta che Bosetti fa parlare di sé per atteggiamenti opinabili sul terreno di gioco. Nel febbraio 2013 finì sotto accusa perchè durante Bastia-Nizza si girò verso tifosi di casa mimando con due mani una caduta, secondo qualcuno, in riferimento alla catastrofe di Furiani. Nel 1992, durante la semifinale di Coppa di Francia tra Bastia e Olympique Marsiglia, cadde una parte di tribuna dello stadio Cesari di Furiani che causò la morte di 18 persone. In quel caso non ci fu una squalifica, ma il giocatore fu costretto a scusarsi pubblicamente.