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I gravi incidenti che nella serata di ieri hanno portato alla sospensione di Olympique Lione-Olympique Marsiglia sono purtroppo soltanto l'ultimo episodio di una sequenza preoccupante. Inaugurata con l'avvio di questa prima, vera stagione del ritorno sugli spalti dopo la pandemia e rivelatrice di una tendenza che desta allarme. Poiché è come se nei settori più caldi del tifo, in ogni stadio, si fosse diffusa la convinzione che non esista più una barriera fra gli spalti e il campo di gioco, fra gli spettatori nelle curve e gli attori in campo. E che ciò avvenga dopo l'anno e mezzo di confinamento e stadi vuoti ha qualcosa di simbolico, che probabilmente meriterebbe di essere preso in considerazione. Altrettanto da indagare sarebbe il perché tutto ciò stia accadendo così di frequente in Francia, ma ciò esula dalle nostre possibilità.

Il primo episodio, clamoroso anch'esso, ha come ieri coinvolto il Marsiglia in occasione di una gara in trasferta. Era il 22 agosto e si giocava a Nizza, quando sul punteggio di 1-0 al 73' un lancio di bottiglie all'indirizzo di Dimitri Payet (lo stesso che ieri è stato bersagliato a Lione) in prossimità della bandierina del calcio d'angolo ha provocato la reazione del giocatore, che ha scagliato indietro verso gli spalti una delle bottigliette. Ne sono scaturite un'invasione di campo e una rissa fra tifosi locali e calciatori ospiti che hanno portato alla sospensione della gara, con successivo rifiuto di tornare in campo da parte dei calciatori del Marsiglia. La gara verrà rigiocata a fine ottobre e finirà 1-1.

Nel frattempo però la Ligue 1 ha registrato altri episodi di profonda turbolenza. Il 18 settembre, prima del calcio d'inizio fra Lens e Lilla, un gruppo di tifosi della squadra locale ha invaso il campo dirigendosi verso il settore occupato dai tifosi ospiti. L'intervento delle forze di polizia e degli steward ha scongiurato il peggio, ma è stato necessario rinviare di mezz'ora l'inizio della gara. E pochi giorni dopo si sono verificati addirittura due casi nella medesima giornata di campionato, in occasione di Angers-Olympique Marsiglia (con quest'ultima che è la squadra maggiormente interessata dagli incidenti) e Metz-Paris Saint Germain. Si è poi avuto un altro caso a ottobre, quando il match fra Saint-Etienne e Angers è iniziato con un'ora di ritardo a causa del lancio di fumogeni da parte dei tifosi di casa. E infine si è giunti all'episodio di ieri durante Lione-Marsiglia, con un altro lancio di bottiglie nei confronti di Payet che però stavolta è stato colpito in modo più serio.
Dunque il moltiplicarsi dei casi fa comprendere che si è in presenza di un allarme diffuso e fa ipotizzare qualche effetto lasciato dalla pandemia e dal lungo vuoto che ha caratterizzato gli stadi. Il ritorno delle tifoserie francesi sugli spalti sembra essere caratterizzato dall'annullamento della barriera fra spalti e campo. Una barriera che già era fisicamente stata rimossa ma rimaneva esistente nei comportamenti, grazie all'idea che quella linea di confine non dovesse essere oltrepassata dagli spettatori. Adesso invece quella barriera simbolica non esiste più. E il moltiplicarsi dei casi fa temere che possano scaturire conseguenze molto più gravi.

@Pippoevai