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Dan Friedkin ha firmato il contratto preliminare per l'acquisto della Roma. Questo almeno è quanto trapela dagli Usa: l'incontro sarebbe stato risolutivo per il signing che porterà il magnate texano a diventare il 24° presidente della storia del club giallorosso.

DETTAGLI - Il summit si tenuto con Pallotta a New York, negli studi della Raptor, ​per un passaggio di proprietà valutato complessivamente intorno ai 700 milioni (inclusi di accollo dei 271 milioni di indebitamento aziendale e dei 150 di aumento di capitale): lo sbocco naturale di un processo di quadratura del cerchio tra le due parti che, una volta terminata la fase negoziale e di due diligence, era partito con lo scambio di tutto l'incartamento documentale e proseguito (da lunedì) con la riunione a oltranza negli uffici newyorkesi della Raptor, la holding di Pallotta, per la revisione delle quasi 650 pagine (allegati inclusi) dell'accordo. ​Adesso, con i contratti preliminari autografati sia dal vecchio sia dal nuovo proprietario, serviranno i 60 (forse anche di più) giorni di rito per superare gli ultimi passaggi del closing.

SMENTITE DI RITO? - Tutto fatto in attesa del comunicato? Sembrerebbe di sì. Ma James Pallotta frena ​e ha risposto ad alcuni messaggi con delle emoticon che indicano risate a crepapelle negando la sua presenza a New York. Anche gli uomini vicino a Friedkin pur essendo ottimisti non confermano l'avvenuta firma. La classica smentita di rito?