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Le voci si rincorrono. Il Milan starebbe pensando alla cessione in prestito di Stephan El Shaarawy. Torino, Fiorentina e altre sono in corsa per aggiudicarsi il Faraone. Vero, falso? Il ds Braida ha smentito un'intervista in cui apriva all'ipotesi di una partenza del giovane talento italo-egiziano. 
 
Ma cosa sarebbe meglio per i rossoneri? Da una parte El Shaarawy può essere una valida alternativa in attacco, specie se dovesse ripetersi un'annata travagliata dal punto di vista infortuni a Milanello. Nella scorsa stagione El Shaarawy ha collezionato 28 presenze tra campionato e coppe. Non poche, ma nemmeno tantissime. Sul suo talento i dubbi non sussistono. Mentre qualche punto interrogativo rimane sulla sua crescita. Vero che allenarsi con dei campioni non può che far bene al Faraone. Ma a 20 anni per migliorarsi occorre giocare e sbagliare in campo. Non stare a vedere gli altri sgambettare dalla panchina o peggio dalla tribuna, come accaduto di frequente nel 2011-12.
 
Max Allegri non sembra ancora fidarsi al 100% di lui. Quando ha avuto a disposizione le alternative, il tecnico ha spesso rinunciato al suo impiego. A Barcellona, in una gara decisiva, El Shaarawy è finito addirittura in tribuna. Così come nell'incontro con il Genoa, prima della sospensione per la tragica morte di Morosini, il giocatore era stato tenuto fuori dalla lista. Si dice che Ibra non lo ami particolarmente e per questo il Faraone fatichi a inserirsi in squadra. Sarà, ma di giovani così il Milan non ne ha. Sarebbe un peccato sprecare l'occasione di trovarsi un campione maturato in casa senza spendere follie.
 
Insomma, se El Shaarawy sarà destinato a trovare poco spazio in rossonero, tanto vale fargli accumulare esperienza lontano da San Siro. In un club dove può giocare con continuità e crescere. Per prendersi il Milan, poi, ci sarà tempo.