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Uno scarto, di troppo, un errore di mercato. Gabigol in questi anni se ne è sentite dire di tutti i colori. Da flop a protagonista. Al Flamengo, dove segna a raffica. E tra pochi giorni anche in nazionale. Il ct del Brasile Tite lo ha convocato di nuovo, a tre anni di distanza dall’ultima volta: “È molto maturato, le sue prestazioni nel 2019 parlano da sole”. Giocherà con la selezione verde oro due amichevoli, il 10 e il 13 ottobre, a Singapore, contro Senegal e Nigeria. L’ennesimo segnale di ripresa che appare costante. L’attaccante, in prestito al Flamengo, è ancora di proprietà dell’Inter, che ora è pronta ad approfittare di questo momento inaspettatamente (per certi versi) positivo.

FISSATO IL PREZZO - All’inizio di settembre la dirigenza nerazzurra ha incontrato in sede, a Milano, gli agenti dell’attaccante, il cui prestito al Flamengo terminerà a fine dicembre. La volontà del club carioca è chiara: vuole acquistare a titolo definitivo il giocatore. L’Inter, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di opporsi, ma pretende la cifra e la formula giusta per lasciar andare il classe ’96. Basta prestiti, si tratta solo per un trasferimento a titolo definitivo. Il Flamengo è arrivato a offrire 18 milioni, non abbastanza per l'Inter, che chiede almeno 20 milioni di euro. La differenza è minima, per questo filtra ottimismo. Le due società si rivedranno a breve, per un nuovo aggiornamento della situazione. L’Inter non ha fretta, anzi spera che, complice anche la convocazione in nazionale, Gabigol attiri l’interesse di altri club, per poter poi scatenare un’asta al rialzo che farebbe solo il gioco dei nerazzurri. Che attendono, pronti ad incassare.