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Nel corso della diretta Twitch è intervenuto in esclusiva per Calciomercato.com l'ex bandiera del Milan, ma anche membro della commissione sviluppo dei settori giovanili della Figc, Filippo Galli, proprio per discutere dello stato dell'arte dei vivai italiani.

INSEGNAMENTI AI GIOVANI - "In generale, come movimento, facciamo fatica a tenere i bambini nella complessità del gioco, insegniamo il calcio in maniera troppo lineare, è così sin dai 6-7 anni. Cerchiamo di rendere tutto semplice, ma poi a un certo punto subentrano delle pressioni e diamo troppa importanza al risultato dimenticandoci di sottolineare l'importanza del processo".

POCHI DIFENSORI - "Dobbiamo metterci nell'ordine di idee che i nostri difensori di una volta erano molto forti negli uno contro uno anche perché dovevano coprire zone di campo più ridotte, mentre oggi il ruolo è un po' cambiato e anche l'impostazione ha assunto la sua importanza. Facendo perdere forse di vista altre caratteristiche".

CONTRO ALLEGRI SULLA TATTICA - "Le parole di Allegri sull'eccessiva tattica? Bisogna mettersi d'accordo su cosa intendiamo per tattica. Io mi ritrovo molto nella definizione dell'allenatore del Sassuolo Roberto De Zerbi, che la definisce come allenamento della scelta da fare nei vari momenti della partita. In questo, diventa importante anche la tecnica,  cercando di allenare aspetti che siano importanti nelle situazioni di gioco che dobbiamo andare a mettere in atto".

COSA FANNO ALL'ESTERO - "In Spagna, Germania e ora anche Inghilterra, il calcio si affronta così sin dai settori giovanili, mentre noi siamo ancora indietro a livello di mentalità e solo i risultati sono il termometro della bontà o meno del nostro metodo, non si dà la giusta importanza al processo. Noi continuiamo a crescere giocatori reattivi, basandoci su una mentalità speculativa, quando invece all'estero ci insegnano che bisognerebbe puntare sulla proattività, sull'essere più propositivi".
 
COVID, DUE GENERAZIONI A RISCHIO - "Come si recuperano le due annate perse per colpa del Covid? Purtroppo non si recuperano. Si sta ragionando anche in Commissione sviluppo sul cosa si può fare, ma è una tematica troppo complessa. Non penso che bloccare le annate può essere la scelta più giusta perché condizionerebbe anche altre annate. Si dovrà lavorare tanto, ancora di più del solito, proprio su questi ragazzi così da fargli recuperare il più possibile il tempo perso".