Filippo Galli è pronto a riparte. Dopo l'addio al Milan targato Yonghong Li dopo 30 anni, prima da calciatore e poi da tecnico e responsabile del settore giovanile, l'ex leggenda rossonera non ha ancora deciso il suo futuro: "Ancora al Milan con la nuova gestione? Non ho fatto calcoli, sono stato coerente con le mie idee. Non potevo sottostare a un ricatto legato alla presenza dei miei collaboratori, inoltre non c’era la voglia da parte della vecchia dirigenza di avere una progettualità definitiva. Sono stato coerente e questo di solito dovrebbe pagare, ma in questo caso no: ora ci troviamo fuori dopo aver svolto un buon lavoro che si può toccare con mano".

TANTI GIOVANI ROSSONERI IN NAZIONALE - "Provo grande soddisfazione, vuol dire che il lavoro fatto è stato proficuo. Questi sono i nomi più importanti, ma ci sono anche tanti altri ragazzi che ora sono in squadre minori o in categorie inferiori che potrebbero presto fare il grande salto. Dal 2012, quando la dirigenza del Milan decise di non fare più lo scouting dall’Under 15 in su, cambiammo modo di lavorare e con metodologie particolari abbiamo raggiunto frutti importanti".

SULL'OBIETTIVO DEL VIVAIO - "Formare giovani per la prima squadra? Assolutamente, credo sia questa la mission: creare atleti che possano affrontare un percorso di alto livello nel calcio professionistico. I nomi sono quelli fatti in precedenza, ma pensiamo anche a Locatelli, Cristante, Petagna, Verdi o De Sciglio. E’ un peccato aver lasciato questo progetto".

SU UN RITORNO AL MILAN - "Tutti lo chiedono a me, ma bisognerebbe domandarlo a chi è responsabile oggi dell’area tecnica. Mi manca il mio lavoro, sto cercando di proporre le mie idee".

SUL BARI - "Sono in contatto col presidente De Laurentiis, ci siamo visti ad agosto. Lui vuole creare un polo di eccellenza al Sud sui giovani, però ora è concentrato sulla prima squadra. Ci aggiorneremo".

SUL MILAN - "E' da Champions? Sì, la squadra è buona e non ci sono solo 11 titolari, ma una rosa ampia che può permettere a Gattuso di arrivare fino in fondo". SU DONNARUMMA - "Non riesco mai a scindere l’aspetto tecnico dal resto. La situazione che Gigio ha vissuto l’estate scorsa è stata dura, può aver influito sul suo rendimento. Sono pronto a scommettere che si riavrà, magari potrebbe giovargli anche il cambio di guida tecnica fra gli allenatori dei portieri".

SU CUTRONE - "Quando giochi con grandi campioni, puoi sempre rubare qualcosa. Patrick è un ragazzo che ha sempre voglia di migliorare, ha fame, è uno che sa sfruttare ogni occasione e con la Roma si è visto. Per Cutrone sarà un anno importante".

SULLA RIVELAZIONE - "Aspetto Conti, so che ha grande voglia, il suo rientro potrebbe essere determinante".

SU CALDARA - "E’ stato un investimento importante. Credo ci voglia pazienza, il ragazzo deve imparare i movimenti della linea a quattro e Gattuso ha fatto bene a preservarlo. In prospettiva sarà sicuramente una colonna della retroguardia".

SU BIGLIA - "Credo che il play basso in un 4-3-3 sia un elemento fondamentale e che il suo rendimento possa influire su tutta la squadra. Per esempio ho visto due gare differenti del Milan: col Napoli, nonostante il doppio vantaggio, ha giocato una gara d’attesa, chiuso, e Biglia ha avuto difficoltà. Con la Roma, la squadra è stata più coraggiosa, i giallorossi hanno concesso più spazi con il loro atteggiamento tattico e Biglia ne ha giovato. Il rendimento dell’argentino avrà un suo peso nell’arco della stagione".