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L'ex amministratore delegato del Milan e ora ad del Monza Adriano Galliani è intervenuto a 'QSVS' su Telelombardia e Top Calcio 24: "Poco fa ero al telefono con Kakà per il suo compleanno, oggi fa 38 anni, ci siamo ricordati di tutte le meraviglie. Mi sono abbastanza commosso. In questi tempi vanno tante partite del Milan del passato e ci sentiamo per ricordare: solitamente è Inzaghi a far partire la rumba (ride, ndr). Ci sono tutti, anche l'altra sera c'era la partita di Atene 2007 e ho parlato con Dida, Oddo, Maldini, Pirlo, Gattuso, Ambrosini, Inzaghi... Se si pensa che squadra e che panchina avevamo...".

RIPRESA - "I tempi li può dare solo il virus, bisogna capire cosa succederà. Siamo in Lombardia, sappiamo morti e contagi. E' molto difficile, perché il 4 maggio tutte le altre persone si potranno muovere ma a distanza, forse si potrà partire con allenamenti individuali che però non c'entrano con il calcio. Secondo il mio amico Max Allegri, da quando riprenderanno gli allenamenti di gruppo serviranno altre 3-4 settimane. Ammesso che si parta con allenamenti individuali il 4, poi si dovrà ricominciare a giocare a calcio con partitelle e da lì altre 4 settimane almeno. Quindi non lo so. Ci sono altre 12-13 partite e poi ancora le Coppe europee per le squadre partecipanti".

IMPOSSIBILITA' RIPRESA - "Conti rischiano di saltare tra A e B? Stra-saltano per aria. Con l'indebitamento che hanno già i club e la perdita dei ricavi delle televisioni diventerebbe una situazione drammatica. Non è solo l'ultima rata dei diritti tv, ma anche le partite che mancano. L'Uefa deve versare circa ancora 400 milioni alle squadre ancora in corsa. Anche i top club europei rischiano la bancarotta. Hanno costi alti e non hanno più ricavi. Il Real Madrid e il Barcellona avevano museo e negozio che fatturano milioni di euro, la visita al Camp Nou è il secondo museo di Spagna come numero di persone. Non ci sono più ricavi e solo costi, nessuno è in grado di reggere una non conclusione della stagione".

MONZA - "Le mie idee sono molto chiare. Le squadre di Serie B e C non hanno risorse per riprendere campionato se non quando la situazione sarà normalizzata. Non ci sono soldi per sostenere questi protocolli costosissimi, poi ci saranno anche i problemi trasferte: viaggi, alberghi, ecc. Per la Serie A sono spese sopportabili, in C non ci sono ricavi e in B pochissimi. Per cui, e lo dico contro l'interesse del Monza, non posso non capire che questi due campionati non possano cominciare se non quando la situazione non sarà tornata non dico al pre-virus, ma quasi. Tutti sopporteranno gli stadi vuoti, ma con gli altri costi incrementali come si fa. Congelare la classifica o riprendere quando sarà tutto alla normalità? Noi non vogliamo nessuna vittoria a tavolino. Un giorno si ricomincerà a giocare e si dovrà ripartire da dove ci siamo fermati: finire il campionato e solo allora iniziare una nuova stagione. Anche perché B e C non hanno competizioni europee o problemi nazionali. Capisco che l'Uefa spinga perché ha da incassare anche i soldi della fase a gironi entro il 2020".

MOMENTO IN CUI HA PENSATO CHE IL GRANDE MILAN ERA FINITO - "L'estate del 2012, quando vendiamo Ibrahimovic e Thiago Silva. Dopo 8 anni stanno ancora giocando. Poi è stato bravissimo Allegri a tenerci in Champions per altri due anni, ma noi nel 2012 perdiamo i nostri big e vendiamo quei due. Quello è il momento in cui finisce la leggenda del Milan primo nel ranking europeo".

ALLEGRI - "Quello a cui più affezionato? Ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana, ultimo scudetto di una squadra che non sia la Juventus. Sono molto legato a tutti gli allenatori: Sacchi, Capello, Ancelotti, Allegri, Zaccheroni... Sono sempre stato un difensore strenuo degli allenatori, sono contrario ai dirigenti che mangiano gli allenatori e riesco a creare con loro un buonissimo rapporto. Ancelotti mi chiama spesso e con Allegri ci sentiamo tutti i giorni. Max ha avuto a disposizione straordinaria nel 2010/11 e ha vinto uno scudetto. Buonissima nel 2011/12 e siamo arrivati secondi, lasciamo lì tutto il resto. E nel 2012/13 siamo arrivati terzi con una squadra non più straordinaria. Rapporto qualità/prezzo, Allegri ha fatto più del suo. Nel 2011/12 potevamo vincere lo scudetto, abbiamo un concorso di colpa io e Allegri. Noi volevamo vincere la Coppa Italia e abbiamo forzato Thiago Silva in quella dannata semifinale facendolo giocare, si è fatto male e poi abbiamo avuto tanti problemi. Se fossimo stati più prudenti magari cambiava. E se fosse arrivato il mio amico Carlitos (Tevez, ndr) nel gennaio 2012, magari avremmo vinto lo scudetto".

TEVEZ - "La foto? Non sono matto, avevo tutto di lui. Non si è più fatta perché il mondo del calcio è fatto di tante cose. E' andata così. Con lui credo avremmo vinto lo scudetto, magari non avremmo venduto sia Ibra che Thiago Silva. Io vedevo un attacco Ibrahimovic-Tevez e sognavo. Boccone più indigesto? Questo e mollare Roberto Baggio alla Juventus nel 1990. L'avevo preso. Cos'è successo? E' andato alla Juve".

IL PIU' FORTE CON LA MAGLIA DEL MILAN - "Non ci sono mai dubbi nella mia testa: Marco van Basten".
ANEDDOTO SERGIO RAMOS - "Ho visto Sergio Ramos con Piqué. Ancelotti stava lasciando il Real e volevo portarlo al Milan, lui va a cena con i dirigenti del Real e io mi trovo a tavola con Ramos, che si avvicina e mi chiede quanto guadagnava Thiago Silva al Milan. Gli dico e lui mi risponde: "E' proprio quello che ho chiesto al mio presidente! Grazie". E l'ha ottenuto. Qualche anno dopo ero a cena da Cipriani a Ibiza e c'era Sergio Ramos, vado a pagare e... aveva pagato lui!".

FATICA PIU' GRANDE A CONVINCERE BERLUSCONI - "1988, io e Sacchi a covincerlo di mollare Borghi per prendere Rijkaard. Contro la Juventus avevamo visto questo straordinario talento e Berlusconi si innamorò: "Prendiamolo!". Se avesse giocato Borghi non avremmo potuto prendere Rijkaard. E Borghi nel pre-campionato aveva fatto benissimo, e io e Arrigo spingevamo il presidente a spingere un sacco di soldi per prendere Rijkaard".

PARTITA CHE MI HA FATTO ARRABBIARE DI PIU' PER L'ARBITRAGGIO - "Un Juventus-Milan che qualcuno si ricorderà, due ripartenze incredibili bloccate senza un motivo al mondo".

'JUVE CON MAGGIORI ATTENZIONI DA PARTE DEGLI ARBITRI'? - "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere (ride, ndr)".

PROPRIETA' STRANIERE PER RILANCIARE CALCIO IN ITALIA - "Anche la Juventus ha una proprietà straniera, Exor ha sede legale ad Amsterdam e sede fiscale a Londra. E' una multinazionale quindi mezza straniera. Che cosa è successo a parte i bianconeri, che il danaro si è spostato dall'Europa all'Asia e agli Stati Uniti. Io ho visto uno studio dell'Uefa che ha dimostrato che negli ultimi 5 anni nessun grande club di un Paese è stato comprato da un ricco uomo di quel Paese. Tutti sono passati ad americani o asiatici".

CRISI CORONAVIRUS PUO' CAMBIARE EQUILIBRI NEL CALCIO? - "I diritti tv hanno cambiato la gerarchia del calcio. Negli anni '50-'60 c'erano solo i ricavi da stadio, quindi Eusebio stava a Lisbona e Cruijff ad Amsterdam. Poi i diritti tv hanno cambiato la gerarchia e sono scomparsi i club nobili delle nazioni che non hanno grandi ricavi. Non è un caso che le 16 squadre arrivate avanti in questa Champions sono tutte dei cinque Paesi che hanno più introiti dalle tv. Dipende tutto dal petrolio, PSG e Manchester City ad esempio potrebbero risentirne. Diversa è la situazione di club che vivono del loro, come Real Madrid, Barcellona, Manchester United e Bayern Monaco: hanno un fatturato tutto derivante dai ricavi tradizionali, sono di nazioni importantissime, ma l'Inghilterra sarà sempre più forte. Sapete perché incassano così tanto dai diritti tv? Perché si parla inglese, è una questione linguistica: il mondo ricco parla inglese".

MINO RAIOLA - "Si lavora bene con lui, ho sempre lavorato bene con lui e devo ringraziarlo sempre. Ha preso ricchissime commissione, ma avrebbe potuto portar via Donnarumma a zero lire due volte e non l'ha fatto. Con me si è sempre comportato in maniera corretta. Certo è un po' caro, ma non posso dire nulla contro di lui (ride, ndr)".