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Un anno di rivincite personali, se così vogliamo chiamarle per Danilo Gallinari. Un anno per ribattere via via allo scetticismo che ha accompagnato le varie tappe di questo 2020-21 per il cestista di Sant'Angelo Lodigiano. Sicuramente, l'anno della laurea per l'ala forte degli Atlanta Hawks, protagonista nella notte del primo successo dell'Italbasket ai gironi di Tokyo 2020. Non è stato il leader di punti, a quello ci hanno pensato Simone Fontecchio per gli azzurri (20) e Maodo Lô (24) per i tedeschi, ma l'impatto di Gallinari dalla panchina è stato sotto gli occhi di tutti. 18 punti ben distribuiti, rimbalzi e difese forti, aggressivo nei momenti chiave e bravo a mettere il punto esclamativo a 45" dalla fine superando nell'1 vs 1 il tedesco Voigtmann per il 90-82. E in uno sport in cui contano i numeri, quel +19 di plus/minus (differenza tra punti fatti e subiti con lui in campo) pesa come un macigno sul risultato finale di 92-82 per l'Italia.

Un impatto netto e importante, eppure non tutti erano convinti che l'ingresso del Gallo nel roster di Meo Sacchetti sarebbe stato da subito positivo. Non per il valore del giocatore, innegabili talento e presenza fisica in campo, quanto più per il rischio di minare gli equilibri di un gruppo che già aveva compiuto una vera e propria impresa a Belgrado nel Preolimpico senza le sue stelle: Gallinari, impegnato nei playoff culminati con le finali di Conference di NBA con Atlanta (per lo stesso motivo ha saltato anche le amichevoli prima dei Giochi), Belinelli e Datome che hanno rinunciato per infortunio. Dubbi che avevano accarezzato fugacemente anche il coach Sacchetti, che a fine partita ha spiegato: "Non aveva mai giocato con noi, non c’è stato modo. Ma si è inserito in fretta nel gruppo perché è un grande giocatore: sapevamo che non avrebbe avuto problemi a farlo". Gallinari si è messo a disposizione, dalla panchina con un ruolo simile a quello rivestito quest'anno negli States, è stato un'aggiunta silenziosa ma efficace per il gruppo, rispendendo al mittente ogni perplessità.
Un po' quanto aveva già fatto quest'anno in NBA. Quando lo scorso novembre decise di trasferirsi ad Atlanta con la sua bella compagna, Eleonora Boi, tanti tifosi ed esperti non avevano accettato di buon grado la scelta: "perché non scegliere una reale contender?" una delle domande più ricorrenti, alla quale la risposta sistematica era il triennale da 61,5 milioni di dollari messo sul piatto dagli Hawks. Il Gallo, però, ha sempre ribadito che si è trattato di una decisione presa non per i soldi, ma per il progetto, una convinzione premiata poi dai fatti: Atlanta ha chiuso la regular season al quinto posto e conquistato l'accesso ai playoff, dove ha fatto una convincente cavalcata fino alle finali di Conference perse contro i Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo, laureatisi poi campioni. Nella cavalcata c'è tanto di Gallinari, se qualcuno obietta una flessione nei numeri (13.3 punti e 4.1 assist di media in regular season) molto dipende anche dal ruolo accettato: un'arma dalla panchina, destinato a un minutaggio inferiore ma non per questo meno vitale per le ambizioni di una franchigia.

O di una Nazionale. Il successo contro la Germania all'esordio era fondamentale per dare continuità al lavoro svolto fino al Preolimpico e alimentare l'entusiasmo generato dopo la vittoria sulla Serbia, ma è solo il primo passo in un percorso che sarà inevitabilmente molto complicato per l'Italbasket. Già al girone, con l'Australia (avversaria nel prossimo turno, mercoledì 28 alle 10.20 italiane) che si è confermata in grande spolvero battendo la Nigeria nell'altro match, senza poi considerare le altre corazzate: i favoritissimi Stati Uniti, la Spagna o ancora Argentina e Francia, capace di battere proprio gli USA al debutto olimpico (gli americani non perdevano ai Giochi dal 2004). Tanti ostacoli e tante pressioni, ma l'Italia ha già dimostrato di avere dalla sua un'organizzazione solida e uno spirito di gruppo fuori dal comune, ai quali ora ha aggiunto il talento di un fuoriclasse assoluto come Gallinari: tutti ingredienti che permettono di coltivare il sogno di un'impresa, nulla di scontato o richiesto ma comunque custodito in un cassetto. In fondo, il 2021 ha già regalato qualche esempio: il ritorno in Champions League del Milan, squadra di cui Danilo è un grandissimo tifoso, ma soprattutto la vittoria dell'Europeo della Nazionale di Mancini. Dream big, dream bigger: il successo sulla Germania è il punto di partenza, ora Gallinari e l'Italbasket non vogliono fermarsi.