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Mai come nell'ultima settimana in Italia si è parlato del Corinthians, una delle società calcistiche più 'politiche' del pianeta.

Nella sua lunga storia (1910 l'anno della fondazione), il Timao (la Squadra) ha attraversato da protagonista le varie epoche che si sono succedute. E di volta in volta ne ha incarnato al 100% lo spirito, senza mezze misure e senza compromessi.
 
All'inizio del XX secolo, lo Sport Club Corinthians Paulista viene fondato da un gruppo di operai e manovali (di origini portoghesi, italiane e spagnole), con l'obiettivo di creare una squadra per le classi popolari di San Paolo, per opporsi ai club esistenti, tutti seguiti prevalentemente dalle élite politiche ed economiche della città.
 
Lo spirito 'rivoluzionario' del Corinthians (il club che contende al Flamengo il primato dei tifosi in Brasile) si manifesta nuovamente nella famosa epoca della 'democrazia corinthiana', che vede fra i fautori Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, meglio noto come Sócrates, scomparso all'età di 57 anni domenica scorsa. Fra la fine degli anni '70 e i primi '80, mentre sta per finire l'utopia del socialismo reale, al Corinthians i calciatori proclamano l'autogestione: esautorato l'allenatore, Socrates e compagni si allenano da soli, fanno la formazione, giocano con il numeri al contrario e... vincono!
 
Poi arrivano gli anni 90', il 2000 e la globalizzazione e il Corinthians non può essere da meno. I capitali viaggiano per il mondo alla velocità della luce e il Timao, anche in questo caso, vive la nuova era interpretandola all'estremo. Nel 2004, il presidente Alberto Dualib convince gli amministratori del club a firmare un controverso trattato con un'associazione internazionale di investitori, la Media Sports Investment (MSI). Il contratto garantisce alla MSI il controllo della società per dieci anni, in cambio di grandi investimenti. Nel 2005 arrivano così giocatori del calibro di Carlitos Tevez e Javier Mascherano
 
Ma non tutto quel che luccica è oro: in pochi anni i rapporti fra l'amministrazione del Corinthians e il presidente della MSI, Kia Joorabchian, si deteriorano. I campioni partono e nel 2007 il club retrocede in Serie B.
 
Nel mondo di oggi, però, caduta e risalita si alternano a ritmi vertiginosi: ed ecco che nel 2011 il Corinthians, quattro anni dopo la retrocessione, si laurea campione del Brasile per la quinta volta nella sua storia. In stretto contatto con la dirigenza del Timao c'è Ronaldo, che qui ha chiuso la sua grande carriera. Dopo essersi ritirato dal calcio giocato, il Fenomeno nel 2011 fonda, insieme a Marcus Buaiz, la 9ine Sport & Entertainment, una società di sport e marketing che si occupa della gestione dell'immagine di calciatori brasiliani. Il calciatore imprenditore: l'ultima identificazione del 'camaleonte' Corinthians con i cambiamenti in atto nella politica e nell'economia.