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Il Napoli batte la Roma, raggiungendola al quinto posto. Ma per quanto i punti, 48, siano gli stessi ora hanno un peso completamente diverso. Sembrano belli pieni quelli del gruppo di Rino Gattuso, perché una volta trovata la ricetta giusta il Napoli non solo è guarito dai suoi mali ma sta già riuscendo a impostare una stagione in cui tornare a recitare il ruolo da protagonista. Sono invece sempre gli stessi invece per la Roma, alla terza sconfitta consecutiva e ormai in caduta libera. Il ritmo post-Covid è da retrocessione, per quanto ci siano stati segnali di reazione, lo sguardo di troppi giocatori giallorossi sembra fin dal primo minuto rassegnato alla sconfitta. Se all'insegna della semplicità Gattuso è riuscito a (ri)costruire un Napoli completamente nuovo e determinato, alla Roma non riescono nemmeno le cose più semplice.

LA RICETTA – E pensare che anche uno come Paulo Fonseca l'ha buttata proprio su un atteggiamento decisamente all'italiana. Quello che appena qualche mese fa sembrava ai più un maestro da calcio internazionale, ricorre alla difesa a cinque e al contropiede: la Roma scende in campo così, come forse in questo momento appare pure più giusto, difendendosi a piena squadra per poi ripartire. Varando un 5-3-2 pressoché inedito, chiedendo a Mkhitaryan di fare la mezzala insieme a Pellegrini, chiedendo a Kluivert di fare quasi il centravanti al fianco di Dzeko, ma sono proprio le cose più semplici a non riuscire. Perché quando la Roma riparte sa pure farsi notare, ma in fase difensiva regala troppo al Napoli, in termini di palloni facili e spaziature. Al contrario la squadra di Gattuso, che genio non vuole essere, gioca già a memoria: compattandosi quando serve, giocando a due tocchi appena si può, rispolverando quei movimenti che tra Sarri e Ancelotti già funzionavano.

LA PARTITA – Allora il copione è semplice. Alla Roma serve tempo per prendere le misure imposte da Fonseca per limitare i danni, il Napoli comanda il gioco senza doversi inventare niente. Con la forza di chi ha le idee chiare e sa che una sconfitta con l'Atalanta non può rallentare il processo di normalizzazione vincente che ha già regalato una Coppa Italia: Demme protegge la difesa, Fabian Ruiz è tornato a dare qualità alla manovra, il tridente fa quello che ha sempre fatto. Nel primo tempo serve un super Pau Lopez per negare il gol ora a Zielinski, ora a Fabian Ruiz. E quando il portiere spagnolo non ci arriva, è la traversa a salvare la Roma sul colpo di testa di Milik. Nel frattempo un infortunio muscolare porta via Smalling dal campo: una brutta botta a livello di personalità, l'inglese non stava propriamente dominando ma Fazio al suo posto gioca da fermo. Non è un caso che nella ripresa il Napoli passa al primo vero affondo: cross di Mario Rui, taglio perfetto di Callejon. Sull'1-0 saltano le distanze, le squadre si allungano, un contropiede a regola d'arte permette a Mkhitaryan di pareggiare quasi subito. Ma proprio sull'1-1 tornano i limiti della Roma di oggi, perché al Napoli basta continuare a proporre il proprio calcio pur facendo girare il motore al minimo, ogni rimpallo premia i padroni di casa, uno di questi all'83' finisce sui piedi di Insigne che ritrova una parabola delle sue che mancavano un po' da queste parti. E la Roma stavolta non reagisce più. Neppure la mossa della disperazione, anzi dell'ulteriore confusione, aiuta i giallorossi: Fonseca getta nella mischia Zaniolo, un rischio così presto, schierandolo seconda punta provando a dare una scossa a tutto l'ambiente, scossa che puntualmente non arriva per quanto rivedere in campo il talento giallorosso sia un bella notizia per tutto il calcio italiano. Vince il Napoli, il 2-1 basta e avanza. Per agganciare i giallorossi, per continuare a costruire qualcosa di importante in vista del ritorno in Champions e della prossima stagione. Perché il calcio è semplice, così Gattuso sta facendo rinascere il Napoli. Perché il calcio è semplice, se lo continua a complicare in ogni maniera possibile, la Roma non uscirà facilmente da questo stato confusionale che partendo fuori dal campo sta contagiando in maniera irreversibile (?) anche la squadra: non c'è tweet o comunicato americano che continuando così possa permettere di far lavorare in serenità Fonseca e tutta la squadra.

IL TABELLINO

 Napoli-Roma 2-1 (0-0 primo tempo)

Marcatori: 10' s.t. Callejon (N), 15' s.t. Mkhitaryan (R), 33' s.t. Insigne (N).

Assist: 10' s.t. Mario Rui (N), 15' s.t. Dzeko (R).

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Manolas (18' s.t. Maksimovic), Koulibaly, Mario Rui; Fabián Ruiz (41' s.t. Elmas), Demme (25' s.t. Lobotka), ZIelinski; Callejon (25' s.t. Lozano), Milik (18' s.t. Mertens), Insigne. All. Gattuso.

Roma (3-4-3): Pau Lopez; Mancini, Smalling (30' p.t. Fazio), Ibanez; Zappacosta, Pellegrini (31' s.t. Cristante), Veretout, Spinazzola; Mkhitaryan, Dzeko, Kluivert (21' s.t. Zaniolo). All. Fonseca.

Arbitro: Rocchi (Firenze).

Ammoniti: 7' p.t. Demme (N), 9' p.t. Pellegrini (R), 3' s.t. Koulibaly (N), 20' s.t. Mancini (R), 30' s.t. Veretout (R), 35' s.t. Cristante (R).

Espulsi: -