Dopo la clamorosa eliminazione in Europa League, il Milan si rituffa sul campionato. C'è l'esigenza di consolidare il quarto posto, l'avversario è il pericolante Bologna dell'ex Pippo Inzaghi. Rino Gattuso presenta la gara nella conferenza stampa della vigilia.

SULLA TRASFERTA DI BOLOGNA: 'Voglio vedere la stessa prestazione fatta ad Atene, ma non gli stessi errori dei singoli giocatori. Ci siamo addormentati su certi episodi, l'abbiamo rivista. Non dobbiamo attaccarci agli episodi, dobbiamo stare svegli e sul pezzo altrimenti raccogliamo meno di quello che seminiamo'.

SUL RITORNO DI ROMAGNOLI, MUSACCHIO E SUSO: 'Non avevo dubbi che sia un bel segnale, i miei giocatori meritano rispettano. Molti li impacchettano già, forse per il clima natalizio. Sento discorsi su chi va via, meritano rispetto per quello che stanno facendo. Atene deve essere una cicatrice, bisogna ricordarsela per come è maturata. Dobbiamo crescere ancora tanto, commettiamo tanti errori. Devo crescere anche io e il mio staff'.

SUL RIALZARSI DALLA ELIMINAZIONE IN EUROPA LEAGUE: 'Vedere nel calcio moderno, gente che piange nello spogliatoio è un segnale. I valori del calcio sono rimasti, questo mi ha colpito e non mi sbaglio quando dico che questo gruppo, a livello umano e di sensibilità, ha dei valori. Ognuno di noi si deve ricordare perchè ha questa cicatrice, non dobbiamo pensare troppo ma giocare con qualità, per noi le prossime 4 partite sono fondamentali'.

ANCORA SUL BOLOGNA E INZAGHI: 'Ma questo fa parte del calcio, chi fa il lavoro dell'allenatore sa che c'è il rischio esonero, se non fai i risultati. Tutto quello che abbiamo passato, le sofferenze e le vittorie, non si dimenticano. Ci giochiamo entrambi tanto'.

SUGLI INFORTUNATI: 'Conti è tanto tempo che sta con noi, quindi non lo considero un recente rientro. Serve buttarlo nella mischia ma è pronto. Musacchio e Romagnoli invece bisogna gestirli con attenzione. Sul polpaccio di Alessio non si scherza, non voglio che ci sia alcuna ricaduta. Si è allenato bene e vediamo domani se gioca. Mentre Mateo è reduce da un infortunio serio, serve la massima attenzione ma stanno bene fisicamente e non bisogna avere fretta. Occhio soprattutto a non perderli perché sono importanti per noi'.

SU HIGUAIN: 'Ho parlato con lui, penso che il primo deluso è lui. In questo momento abbiamo bisogno dei suoi gol ma anche a livello caratteriale, a livello di esperienza. Nei momenti di difficoltà la priorità sono queste, non solo i gol. Il fatto di trascinare i compagni, anche se qualcuno sbaglia qualcosa. Le chiacchiere sono sempre esistite, da parte mia c'è grande apprezzamento e gliel'ho detto. Ma deve dare qualcosa di più. Nessuno mi ha detto del riscatto, sono cose che dite che voi. So che abbiamo dei vincoli'.

SUL CAMMINO IN EUROPA LEAGUE: 'Quando prendi due gol dal Dudelange o arrivi all'ultima a giocarti la qualificazione in un ambiente così, significa che qualcosa avevi già sbagliato prima. Noi la qualificazione ce la siamo giocata ad Atene, ma nelle altre 5 abbiamo fatto errori. Non ci deve essere solo il rammarico di Atene, anche se lì avevamo la partita in mano e giocata nel modo corretto. Creavano difficoltà solo sugli angoli o palle perse davanti all'area. In un ambiente così può succedere di tutto ma l'abbiamo permesso noi, perché ci bastava segnare nei primi 20/25 minuti con le occasioni avute. Noi dobbiamo migliorare in questo'.

SUL SUO ESSERE TORNATO IN BILICO: 'Sfogatevi su di me, sono il primo responsabile, E' giusto che che venga messo in discussione, ma non toccate i giocatori'.

SU IBRAHIMOVIC: 'Non ci ho mai parlato, ve lo giuro sui miei figli. Se ne occupano i dirigenti del mercato. Sapevo che c’era possibilità, ma sapevo sin dal primo giorno che era difficile. Io alleno chi è a disposizione, poi se arriverà qualcuno meglio. Ma io alleno chi è a disposizione, non sono uno che piange tutti i giorni. Sanno i profili dei giocatori funzionali che voglio. Con Ibrahimović, da luglio ad oggi, non ci ho mai parlato. Così come con nessun altro, né face to face, nè per e-mail'.

SUL MERCATO: 'Quello che voi dite a livello finanziario, di Fair Play, io non ne ho ancora parlato con la società. Nessuno ha parlato con me di riscatto o non riscatto. So che abbiamo vincoli, non possiamo fare tantissimo sul mercato. Ma di Çalhanoglu, di Suso, del ‘Pipita’ che possono andare via lo dite a voi. A me nessuno lo ha comunicato'.

SUL GRUPPO: 'Io non difendo solo Çalhanoglu. Difendo tutti i miei giocatori. Mi butterei nel fuoco per loro. Qui nessuno si deve vergognare. E’ uno sport, chi fa, tante volte sbaglia. Per quello tante volte mi irrito. I primi responsabili di una giornata come giovedì siamo noi, che abbiamo fatto una figuraccia, e scritto una pagina nera nella storia del Milan. Ma non dobbiamo vergognarci. Chi ruba si deve vergognare'.

SUL MOMENTO NERO DI CALHANOGLU: 'Riposa? Vediamo. Devo capire se è un problema di condizione fisica o mentale. Per me è un problema di condizione mentale il suo, perché si martella da solo quando non gli riescono le cose. Abbiamo anche Castillejo che ad Atene a parte un paio di occasioni ha fatto bene'.

SULLA COLLOCAZIONE TATTICA DI BAKAYOKO: 'Può fare la mezzala, il vertice basso, può fare di tutto. Abbiamo provato anche a giocare con un centrocampo a tre con lui, contro il Parma. Ma ora lui e Franck Kessié si sentono a proprio agio così. Per come sta fisicamente, per come sta tenendo il campo a livello tattico, può giocare sia a due sia a tre. Si trova più a suo agio a due, ma può fare di tutto”.

SULLA SUPERCOPPA: 'Domani dobbiamo ripartire, poi vedremo con che classifica ci arriveremo. E domani sarà fondamentale per come giocheremo, per come sapremo soffrire. Avremo tempo per capire con che classifica e testa arriveremo a giocarci la Supercoppa'.