È sempre più il Milan di Gattuso e Cutrone. Vero che, come è sempre capitato finora in Europa, l'avversario non era irresistibile, ma Gattuso ha plasmato un Milan a sua immagine e somiglianza, dove l'uomo simbolo non poteva che essere uno come Cutrone. Cattiveria, sostanza e pochi fronzoli. Tutte virtù che non a caso portano a uno 0-3 fondamentale per considerare il match di ritorno una formalità, una sorta di amichevole in cui far riposare qualche titolare in ottica campionato. Tra una settimana avranno anche la possibilità di essere accontentati, gli ormai pochi, estimatori di André Silva.

Per lui ormai sarà difficile trovare partite in cui mettersi in mostra. Le gerarchie sono chiare e purtroppo per lui le gare alla sua portata saranno sempre meno da qui alla fine dell'anno. Il ritorno col Ludogorets rischia quindi di essere per il portoghese una delle ultime chance per far cambiare idea all'allenatore e, soprattutto, per facilitare il lavoro del suo potente procuratore che in estate dovrà trovargli una nuova sistemazione. Problemi che non saranno sicuramente più di Gattuso, il quale invece la conferma se la sta guadagnando di partita in partita. Un anno fa Fassone e Mirabelli rinnovarono il contratto di Montella senza credere in lui, sfiduciandolo alle prime avversità per arrivare al finale che sappiamo; la speranza è che questa volta ascoltino la squadra e un po' meno i tifosi sui social