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Ha creato clamore la conferenza convocata da Gennaro Gattuso ieri pomeriggio. Il capitano del Sion ha dato appuntamento ai giornalisti concedendosi a 360° sulla sua esperienza in Svizzera.

Inizialmente si è soffermato sull’andamento della propria squadra:
Non sono certo contento di aver cambiato tre allenatori, questa è senza dubbio una sconfitta per tutti: squadra, tifosi e società. Noi giocatori stessi dobbiamo assumerci le nostre colpe e responsabilità. Qua in Svizzera si gioca un calcio veloce, con molti giovani e dove si corre parecchio. E poi lo sapete, io ho una malattia che mi costringe a prendere cortisone, e per questo motivo sfiderei qualsiasi altra persona a prendere quei farmaci e giocare a questo livello”.

Gattuso ha poi parlato della sua esperienza di uomo in Svizzera:
“ Non ho assolutamente nostalgia di casa. Ho sentito che si dice questo di me, ma non è vero. Già solo vedere i miei figli contenti è bellissimo. Qui è fantastico, la vita in Svizzera batte l’Italia 10 a 0. Per non parlare delle strade e delle macchine: quando vedo la polizia ho sempre paura che mi fermino. Quando facevo certi sorpassi ero convinto mi salutassero, invece mi insultavano”.

E il Milan?
Quando ho preso questo impegno con DeGennaro e Constantin, sapevo che io i miei impegni li mantengo. Non è certo tempo di abbandonare la barca. Qui il presidente vive la società 24 ore su 24. Spero di poter aprire un ciclo”.

Allenatore? Sì, ma non ora.
Non sono venuto qui per fare l’allenatore. Se no dopo cinque giornate, mi caccerebbero già. Però fare l’allenatore è un mio obiettivo".