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Servirebbe un regista per filmare l’intreccio. E sono i registi che vanno in scena, nel giorno del Genoa alla prima amichevole di livello, all’Euganeo di Padova (Grifone sconfitto 1-0, decide il “rossoblù”Lazarevic dopo errore di Merkel, Eduardo esce per un problema alla caviglia sinistra). Perché è il nuovo club di Milanetto, presentato ieri: «Del Genoa non parlo, solo del Padova. Anche se sono fatalista ed è curioso essere presentato oggi, quasi un passaggio di consegne». Poi, perché c’è Veloso titolare che, rigenerato, cerca di conquistare definitivamente Malesani. E perché c’è un altro regista che è “chiamato” dal mercato: Palacio molto ben disposto a rimanere rossoblù, ma ancora desiderato dall’Inter, e sarebbe Thiago Motta il nome nuovo, sebbene di ritorno, sull’asse Genova-Milano nerazzurra. Anzi, Milano e basta: un’idea delle ultime ore prevede infatti il transito dell’italo-brasiliano in Liguria e successivo scambio di prestiti col Milan, per Cassano.

Rigiro ostacolato in primis dalle perplessità su Fantantonio, ex blucerchiato, più volte proposto e rifiutato dal Genoa. Ma non è smentita piena quella di Adriano Galliani sul possibile addio del barese: «Strablindato, resta assolutamente, a meno che non chieda di andare via». Appunto. L’intreccio allo studio tuttavia può avere anche altri esiti: Firenze come destinazione per Cassano, facilitando l’addio di Gilardino, obiettivo primario del Genoa per l’attacco. E ancora, visto che per Gila la proposta 8,5 milioni più Kharja non ha soddisfatto i viola e va alzata, nasce l’ipotesi che Veloso possa infine partire comunque, verso la Fiorentina (domani visite per Frey a Pavia), per avere il centravanti. Qualora ci fosse il Thiago bis, senza ripartenza, rinuncia assai tollerabile.

Insomma, il triangolo sì, può essere considerato. Però la priorità resta Gila, con al momentoAmauri in seconda fila e Floro Flores in terza. C’è anche Cassano, anche se con caratteristiche diverse. E per l’attacco ieri anche altre voci, come quella dall’Olanda su Tim Matavz, punta slovena, nato nella stessa cittadina di Birsa (San Pietro di Gorizia), che nel Groningen ha giocato con Granqvist. Proposto al Genoa prima dell’affare, sfumato all’ultimo istante, con il Napoli, a Enrico Preziosi è anche piaciuto, ma per ora è giudicato acerbo per la serie A. L’agente Leonardo Giusti apre per il talento costaricano (classe ‘92) Joel Campbell: «Atalanta e Genoa sono due delle squadre con cui ho il permesso del Deportivo Saprissa per trattare. Mi è stato detto che lo seguiranno. L’interesse più concreto è dell’Arsenal». In Brasile, altri passi per Jean Carlos Chera, ma serve tempo; intanto nel Santos c’è un altro gioiello nel mirino: GabrielBarbosa Almeida, detto Gabigol, un ‘96 già cercato dall’Inter. A proposito dei nerazzurri, oltre alla soluzione Thiago resta in piedi e forte quella per Casemiro.

Hallenius martedì dovrebbe essere del Padova. Ieri, nemmeno in panchina. Genoa all’inizio col 4-3-1-2, Birsa trequartista, Rossi fuori (striscione “unico vero capitano” e cori per lui dal centinaio di tifosi rossoblù all’Euganeo, che lanciano alcune insulti contro Milanetto) e quindi Mesto capitano. Birsa presto vicino alla rete con destro a giro dal limite, Lazarevic ottimo più volte in percussione, Constant a lato di testa. Ripresa, cambi vari, ancora testato il modulo col trequartista, Jorquera per Birsa. Il cileno illumina per Rossi, risponde Perin con i piedi. Antonelli ruba palla e Kharja divora il gol. Merkel sbaglia a metà campo, per la rabbia di Malesani («era stato male, ha bisogno di tempo per recuperare», lo giustifica poi il tecnico), e Lazarevic fa 1-0. Esce Love dolorante. E ritmo basso, normale in questo periodo. Che è ancora quello delle trattative e dei possibili triangoli di mercato.