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Dopo il ko nel derby e il passo falso in Champions League contro il Borussia Monchengladbach l'Inter torna in campo per la quinta giornata di Serie A e ritrova il successo vincendo per 2-0 al Marassi di Genova contro un Genoa ritrovato dopo le tante assenze per Covid e che ha provato a lungo a tenere in equilibrio una gara poi decisa dai gol di Lukaku e D'Ambrosio.

Conte non stravolge il suo 11 titolare, ma rilancia Ranocchia al centro della difesa ed Eriksen in mezzo al campo. Maran sceglie invece un 3-5-2 chiuso e bloccato dietro con il chiaro obiettivo di limitare e annichilire le fonti di gioco nerazzurre. Così il primo tempo vive sul sottile equilibrio di un'Inter padrona del gioco a centrocampo, ma mai realmente capace di portare pericoli verso la porta difesa da Perin se non con due tentativi di Lautaro Martinez deviati in angolo da Goldaniga e un rigore chiesto e non ottenuto da Lukaku in area piccola.

Nella ripresa il copione non cambia e ci vuole l'ingresso di Hakimi (tornato in extremis dalla falsa positività al covid) e Barella per rompere gli equilibri di una gara altrimenti statica. Proprio le sgroppate dell'esterno costringono il Genoa a perdere qualche riferimento e al 64' in quegli spazi si inserisce proprio il centrocampista italiano che innesca Lukaku per l'1-0.

Il vantaggio alleggerisce la gestione della sfera dei nerazzurri, ma il Genoa non sbanda e allora ci vuole un calcio piazzato per chiudere i discorsi. Da calcio d'angolo Ranocchia svetta di testa in anticipo e allunga sul secondo palo dove D'Ambrosio è il più lesto ad insaccare. L'Inter va in gestione, addormenta la gara e la porta fino al triplice fischio senza grosse sofferenze. Conte sorride perché per la prima volta da inizio stagione l'Inter non ha praticamente sofferto per neanche un minuto di gara, mantenendo anche la porta inviolata.

Il rilancio in classifica è importante per la corsa scudetto e da Genova l'allenatore nerazzurro torna solo con indicazioni positive ad eccezione del malumore di Lautaro Martinez al momento del cambio. Passerà in fretta, la Champions è già dietro l'angolo.

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