È iniziata ufficialmente alle 14:15 di oggi pomeriggio la terza avventura di Ivan Juric alla guida del Genoa.

L'allenatore croato si è presentato ai microfoni della sala stampa del Signorini Center di Pegli assieme al dg rossoblù Giorgio Perinetti e al ds Mario Donatelli: "Ho grande serenità - ha esordito Juric - e onestamente non mi aspettavo di tornare. Per me questa è una bella sfida, difficile ma bella. Il calendario che ci aspetta è difficilissimo, ma io ora sono concentrato solo su come far giocare la squadra e su come ottenere risultati".

Juric è tornato sull'ultima sua parentesi rossoblù, quella chiusasi lo scorso novembre con l'esonero che vide subentrargli Ballardini: "In quel periodo del secondo anno in effetti non ho fatto bene. Facemmo pochi punti ma c'era anche tanta sfiducia attorno a noi da parte dell'ambiente. Io comunque non nutro sentimenti di rivincita ma solo tanta voglia di far bene".

Tra le cose che dovrebbero cambiare rispetto ad allora c'è prima di tutto il modulo con il passaggio dal 3-4-3 al 3-5-2: " Vorrei costruire una squadra con due attaccanti di ruolo. Ho visto che abbiamo tante mezzali in organico, anche se forse ci manca qualcosa sulla fascia sinistra".

Sulle richieste di Preziosi e sul modo in cui i tifosi hanno accolto il suo ritorno Juric non si sbilancia: "È successo tutto molto in fretta. Il presidente non mi ha chiesto nulla in particolare, ma io so che il mio compito sarà quello di valorizzare i giocatori e di cercare di fare un calcio il più spettacolare possibile. Ai tifosi non voglio fare proclami, spero solo di farli divertire".

Qualche parola infine anche per i singoli: "Piatek è davvero forte, segna tanto di destro, ma anche di testa. Con Criscito non ho ancora avuto modo di parlare, ma il suo ritorno qui è senz'altro una nota positiva. Sandro sono curioso di vederlo giocare, mentre prima di dare il via libera al ritorno di Veloso vorrei capire qual è il suo stato di forma e cosa può darci. Anche Lapadula e i due portieri (Marchetti e Radu, ndr) vorrei valutarli personalmente prima di giudicarli".