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Genoa-Lazio  2-1

A.Radu 7: mura Correa e Marusic sul finire del primo tempo. Il fatto che in entrambi i casi il guardalinee annulli l’azione per fuorigioco non cancella i suoi meriti. Nella ripresa tiene a galla i suoi togliendo dall’angolino il colpo da biliardo di Correa.
 
Biraschi 6,5: annulla un fumoso Correa giocando con calma ed esperienza. Sfiora il gol nel finale con una botta dal limite che sibila a destra del palo di Strakosha. Ma nell’occasione si fa male tanto da dover abbandonare il campo.
(dal 43’ st Pereira sv: due minuti più recupero, giusto per fare da portafortuna al Grifone)
 
Romero 6,5: la sua puntualità nelle chiusure non è certo una notizia. Il fatto che gara dopo gara stia abbassando l’irruenza che lo contraddistingueva a inizio stagione è il segno di quanto sia cresciuto.
 
Zukanovic 5,5: Immobile, seppur azzoppato, resta sempre un pessimo cliente, come dimostra l’azione del vantaggio laziale. Sua la torre dalla quale scaturisce il pareggio di Sanabria.
 
Criscito 6,5: il sinistro con cui fulmina Strakosha al 94’ è un gesto di pura tecnica che lo ricompensa al termine di una prova dai due volti: timido e sbadato nel primo tempo, più attento e propositivo nella ripresa. La sua grinta trascina però i compagni verso la rimonta.
 
Lerager 5,5: un passo indietro rispetto alle sue prime apparizioni con il Grifone. Il demerito però non è tutto suo ma anche di un reparto che, specie, nel primo tempo, non lo sostiene a sufficienza.
 
Rolon 6: produce il primo brivido della gara con un’incursione che costringe Strakosha al volo in angolo. Poi corre tanto e tampona quando deve bloccare le iniziative avversarie.
 
Radovanovic 5: come recita una vecchia filastrocca del calcio appare lento, macchinoso e prevedibile. Perde anche diversi palloni sanguinosi che per sua fortuna la Lazio non sfrutta a dovere.
(dall’11 st Pandev 6: spesso decisivo contro la sua vecchia squadra questa volta si tiene il colpo in canna. Il suo ingresso è tuttavia fondamentale per alzare il baricentro rossoblù e mettere in costante apprensione la retroguardia laziale).
 
Lazovic 4,5: fa sempre la cosa sbagliata: punta l’uomo quando dovrebbe passare la palla, la cede quando potrebbe partire in velocità. Prandelli, giustamente, gli risparmia il rientro in campo dopo l’intervallo.
(dal 1’ st Bessa 6,5: il suo ingresso cambia la partita. Dona dinamismo e fosforo all’ingessata manovra rossoblù. Tenta pure il gol di testa non venendo assistito dalla fortuna).
 
Sanabria 7,5: due tiri, un gol. E fanno tre in quattro gare con la maglia del Grifone. Centravanti vero, di quelli che magari non vedi per mezzora ma che quando c'è da piazzare la zampata si fanno trovare pronti.
 
Kouamé 6,5: carbura lento come un diesel, partendo piano ma accelerando alla distanza. Sembra in giornata no, eppure alla lunga i suoi continui strappi risultano decisivi per fiaccare la resistenza di una difesa laziale ridotta in brandelli da assenze ed infortuni.
 
All. C. Prandelli 6,5: ottiene la sua seconda vittoria interna ribaltando una gara che sembrava essersi messa nel peggiore dei modi. La mossa di ripudiare il tridente iniziale passando dopo il riposo al 4-3-1-2 si rivela azzeccata. Così come giusti sono tutti i cambi che opera, togliendo i due peggiori in campo, Lazovic e Radovanovic. Altro passo importante in quel lungo percorso di crescita iniziato due mesi e mezzo fa.