10
GENOA-PERUGIA 3-2
 
Marchetti 6:
dimostra riflessi felini sul colpo di testa ravvicinato di Dell’Orco ma si deve arrendere al successivo tocco di Carretta. Poco o nulla può sul tap-in di Lisi che lo brucia per la seconda volta. Poi si riposa.
 
Vanheudsen 5,5: dorme in occasione del vantaggio perugino facendosi rimpallare la palla sulla schiena e servendola involontariamente a Carretta. Uno shock dal quale prova a riprendersi proponendosi con una certa regolarità in avanti. Prima di offendere, tuttavia, dovrebbe pensare a difendere.
(dal 47’ st Serpe SV).
 
Biraschi 6: se si aspetta un pomeriggio relativamente tranquillo deve ricredersi subito. Il Perugia spinge molto e lui cerca di rimediare puntando tutto sull’esperienza che di certo non gli manca.
 
Criscito 6: prova a fare da chioccia al giovane Cambiaso con cui condivide il fronte destro dello schieramento del Grifone ma va anche lui in difficolta di fronte agli affondi perugini. Si procura e trasforma il rigore che cambia la gara timbrando la prima rete ufficiale del Genoa nella nuova stagione.
 
Sabelli 6: spinge tanto e con costanza e si fa anche vedere in zona tiro. Però dovrebbe anche coprire, cosa che non gli riesce altrettanto bene, costringendo il non irreprensibile Vanheudsen agli straordinari.
 
Hernani 6: gioca con semplicità (anche troppa) cercando di non fare errori ma limitando al contempo anche la sua incisività. Il gol è un premio al suo coraggio ma il merito va condiviso con Chichizola e con la Dea Bendata.
(dal 11’ st Rovella 5,5: Ballardini lo schiera in coppia con Badelj, colui che in teoria dovrebbe essere il suo alter-ego. Se doveva essere un’esame circa la coesistenza dei due probabilmente non è stato superato).
 
Badelj 5: la speranza rossoblù è quella che il ritardo di condizione atletica giustifichi in qualche modo la lentezza di gambe e di testa che contraddistingue il suo non semplice pomeriggio.
 
Sturaro 6,5: sfodera la solita garra quasi infischiandosene del caldo africano che avvolge Marassi. Una grinta che alla lunga contagia anche i compagni funzionando da sveglia per gli assopiti rossoblù.
(dal 1’ st Pandev 6: prova a festeggiare il rinnovo ufficializzato in giornata iscrivendo il proprio nome nel tabellino dei marcatori. Invece compare solo in quello degli ammoniti. Comunque un segnale importante di quanto si dedichi alla causa).
 
Cambiaso 5,5: rischia il rigore dopo 5’ con una scivolata in area rossoblù graziata dal Var, sfiora il gol al quarto d’ora con una botta dal limite. Tanta buona volontà ma altrettanti limiti tecnici. Se vuole guadagnarsi la conferma, anche in un Grifone spelacchiato come questo, deve dimostrare qualcosa di più.
 
Ekuban 5,5: lotta e si sbatte con estrema generosità ma da un attaccante è lecito attendersi anche un minimo di pericolosità sotto rete. Cosa che lui non riesce a mostrare.
(dal 1’ st Kallon 6,5: subito pericoloso con un sinistro che impegna seriamente Chichizola, si eclissa con il passare dei minuti. Poi, a due minuti dai supplementari, sfodera il coniglio dal cilindro sorprendendo Chichizola e non solo).
 
Bianchi 6,5: nella prima mezzora non tocca un solo pallone, ma non certo per colpa sua. Poi guadagna campo e fiducia, causando l’espulsione di Curado e affacciandosi anche dalle parti di Chichizola.
(dal 1’ st Destro 5,5: Chichizola con i piedi gli nega la gioia del gol dopo 7 minuti. Poi cerca la via della rete in altre due occasioni ma sempre senza fortuna).
 
 
All. D. Ballardini 5,5: se l’obiettivo, da lui stesso dichiarato alla vigilia, era quello di evitare figuracce la missione può considerarsi compiuta. Eppure per quasi mezzora il Grifone che vola più in alto non è il suo. Dopo un inizio da horror però il suo Genoa ha se non altro il merito di risollevarsi e di andarsi a conquistare una qualificazione che per i bookmakers aveva un solo favorito. Per oggi va bene così, ma domani sarà un altro giorno e servirà correre ai ripari.