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Ore 17.15, riunione tecnica allo Sheraton. Parla Pasquale Marino, pronto al debutto sulla panchina del Genoa, subito contro il Cagliari, squadra che in carriera gli ha fatto da amuleto. Ascolta insieme agli altri Alberto Gilardino, altro esordiente, subito a caccia del gol. Quelli che per lui non sono mai stati maledetti. Nemmeno contro la formazione sarda, una delle “vittime” predilette dell’attaccante.

Al Sant’Elia il tecnico di Marsala aveva vissuto pure la sua prima volta in serie A, guidando il Catania, il 10 settembre 2006: vinse 1-0. E al Cagliari è legato un altro passaggio significativo della carriera di Marino: il 20 dicembre 2009 la sua Udinese avrebbe dovuto affrontare in casa i sardi in campionato, ma la partita fu rinviata a causa della neve. Il giorno seguente fu esonerato dalla società friulana, senza aver giocato contro gli isolani. Avesse potuto farlo, magari, con una vittoria, non sarebbe stato allontanato dal club bianconero.

Ora Marino spera che il Cagliari gli porti ancora bene, al pari della ripartenza dopo la sosta. Infatti l’allenatore siciliano è primatista nei risultati post pausa natalizia: 2,11 punti a partita ottenuti, come lui tra i mister di serie A soltanto Daniele Arrigoni del Catania. Ma Davide Ballardini segue a corta distanza, 2 punti a gara, e nei confronti diretti fra i due tecnici è avanti 3-1 il ravennate.

Come invertire quest’ultima tendenza? Ballardini confida in una resurrezione dei suoi sterili attaccanti. Finora il Cagliari ha segnato solo 12 reti in campionato, delle quali la miseria di 3 tra le mura (non troppo) amiche. Invece Marino punta da subito sulla voglia di riscatto di Gilardino. Il centravanti di Biella in carriera ha già fatto centro 6 volte in 12 incroci con i sardi. Un gol ogni due partite, è stato più cinico unicamente contro Udinese (l’avversario del debutto al Ferraris, domenica 15 gennaio: ai friulani rifilate 12 reti in 16 presenze), Lecce, Roma, Sampdoria e Livorno.

Al debutto genoano però non avrà la collaborazione di Palacio, vice-re dell’assist nell’anno solare 2011, ancora fermo per infortunio (come Kaladze, out pure Birsa e Bovo, recuperati i febbricitanti Dainelli e Kucka). Marino ha fatto ruotare tutti gli attaccanti a disposizione e non solo, per decidere come comporre il tridente. Le indicazioni che arrivano dal Signorini mettono Jankovic e Rossi in prima fila, col capitano a fare da centrocampista aggiunto e aumentare la solidità della mediana. Ma anche Jorquera si candida, apparso pimpante. E c’è Zé Eduardo, il quale tuttavia non ha dato grandi segnali di vivacità. Al centro dell’attacco, Gilardino. Finora solo 2 gol in questa stagione, ma nel 2011 miglior marcatore della A con i colpi di testa: 5 reti. Aspettasi cross.