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E' la 'stellina', la prima del dopoguerra, per i giovani rossoblù ed è la stellina che nei sogni dei 'grandi" dovrebbe diventare la 'stella'. Il primo scudetto del Genoa del terzo millennio arriva con i ragazzi di Luca Chiappino che indossano il tricolore con la doppia soddisfazione di avere vinto nella semifinale il derby in moto roboante.La 'stellina"'è quella della Primavera di mister Chiappino che supera nella finale l'Empoli apparso più contratto dei rossoblù e meno in palla rispetto alla semifinale in cui aveva affondato il Brescia. 'È la vittoria del Genoa e di Genova - dirà Chiappino a fine gara - del gruppo e della società proprio made in Genoa. Con le sue caratteristiche di cuore, fatica e tecnica'. La spunta il Genoa su un Empoli che aveva confermato le previsioni della vigilia mettendo in campo Fabbrini e sperando di fare la differenza vista la sua esperienza in B. Ma Fabbrini non ha fatto la differenza ed è pure stato sostituito dopo il 2-0 rossoblù. Scudetto meritato: 'Parola che torna a parlare rossoblù' ha detto El Shaarawy a fine partita. Meritato ma arrivato con un po' di batticuore nel finale quando l'Empoli, dimezzato lo svantaggio, ha creato alcune pericolose occasioni, esponendosi al contropiede rossoblù. Vittoria di una squadra di giovani in una società ricca di storia e squadra al suo interno ricca di storie calcistiche e umane legate a esperienze di vita e di valori conquistati nelle difficoltà della vita di ogni giorno. Un bel gruppo. Esulta il quadro comando rossoblù sceso a Macerata in forze, Stefano Capozucca aveva detto che comunque fosse andata avrebbe offerto la cena. Ieri sera, dopo la premiazione dalle mani del presidente della Lega calcio Beretta, ha trovato un motivo in più per la tavolata. Primavera valore aggiunto, elementi interessanti da seguire e non perdere. Nel calcio delle iperboli economiche a volte i tesori sono in casa. Con elementi come Ragusa: il fallimento del Treviso lo liberò, il Genoa non se lo fece scappare. Hernan Valdanito Crespo nella sua breve stagione rossoblù lo aveva preso sotto la sua ala protettrice, prima per la simpatia di un 'desktop' del computer, poi dopo averlo visto in azione. Gli ultimi dieci minuti sono col batticuore, con i cambi e il conteggio alla rovescia. Sono 180 secondi che fanno sudare. La gradinata rossoblù ha un solo coro, fischia rivolto all'arbitro. Alla fine nel cielo di una serata terribilmente umida si accende la 'stellina'. Scritta a più mani, come dice Chiappino, da una 'Genova red and blue'. Parole di Faber che avrà goduto anche lui lassù nel terzo anello. (Il Secolo XIX)