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Andrea Ranocchia corre veloce verso l’esordio in Nazionale. Domani sera il ct azzurro Cesare Prandelli diramerà la lista dei convocati per l’amichevole di mercoledì prossimo contro la Romania: nella lista ci sarà anche il nome del difensore rossoblù, uno dei protagonisti della vittoria contro il Bologna. Per tenerlo sotto controllo Prandelli ha inviato Antonio Cabrini, “avvistato” in tribuna al Ferraris durante la gara infrasettimanale. La relazione dell’ex difensore juventino è stata molto positiva, a confermare l’ottima impressione già suscitata da Ranocchia fin dalle prime gare di campionato. Ora Klagenfurt, sede austriaca dell’amichevole azzurra, rappresenta la prima tappa di un lungo percorso in Nazionale per il difensore, già definito da Preziosi e Materazzi «il nuovo Nesta». Già l’anno scorso era andato vicino alla prima chiamata, ma a disarcionarlo era stato il grave infortunio al ginocchio, che gli aveva poi impedito di prendere parte al Mondiale sudafricano insieme al suo “gemello” Bonucci. Una volta terminato il ciclo dell’Under 21 con Casiraghi, dopo la grande delusione dell’eliminazione contro la Bielorussia, ecco la nuova chance. Prandelli lo sta tenendo d’occhio da tempo, è venuto a vederlo personalmente tre settimane fa al Ferraris, sedendo in tribuna d’onore, insieme alla compagna, al fianco del presidente Preziosi.

Dal nuovo che avanza alla vecchia guardia che non tradisce mai. La vittoria sul Bologna, arrivata grazie a un gol di Milanetto quando già lo 0-0 stava diventando amara realtà, ha aperto nel modo migliore la gestione Ballardini. Era destino che toccasse proprio a uno dei fedelissimi del Gasp garantire la continuità. Il destro a giro di “Hannibal” ha riportato il sorriso, in un ambiente traumatizzato dall’esonero di Gasperini, dopo un regno durato 4 anni e mezzo. «Venivamo da due giorni strani, ci tenevamo troppo a portare a casa quella vittoria per continuare a lavorare come stavamo facendo prima e come stiamo facendo adesso», sottolinea il regista, che per squalifica ha saltato l’ultima partita del suo “maestro” in panchina. Se Ballardini rappresenta la novità («è una persona educata, umile, è arrivato in punta di piedi e questo è importante»), quello che ha ottenuto Gasperini non si può cancellare. «Ha fatto tanto per questa squadra, avrà un posto di riguardo nella storia del Genoa. Quello che volevo dirgli l’ho detto personalmente, di sicuro è stato strano non vederlo al campo dopo tanto tempo passato insieme. Nel calcio ormai è strano vedere un allenatore sulla stessa panchina per quattro anni e mezzo. Sorpresi? Un po’ sì, neanche Preziosi venerdì scorso, quando è venuto qui ed era tutto tranquillo, sapeva che sarebbe andata a finire così. Adesso, però, dobbiamo guardare avanti», confida Milanetto, che non ha dubbi riguardo a chi dedicare il gol di mercoledì: «Ai miei compagni, come sempre. Il nostro è un gruppo unito, composto da gente che ci tiene a giocare per questa squadra e che si merita tutte le soddisfazioni possibili».