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L'esclusione di Lasse Schone dalla lista dei giocatori utilizzabili dal Genoa in campionato è una notizia clamorosa ma, a ben vedere, non del tutto imprevedibile. La rottura tra il club e il giocatore ha radici profonde e le prime crepe in un rapporto mai sviluppatosi come si sperava si intravedevano già da tempo.

ANTEFATTI - Per comprendere a pieno l'intera vicenda bisogna risalire alla passata stagione quando Schone, atteso come il grande colpo del mercato rossoblù, non solo deluse le aspettative sul campo ma dimostrò anche uno scarso feeling con buona parte dei compagni, legando a fatica solo con alcuni di essi. Difficoltà di ambientamento testimoniate anche dagli ostacoli incontrati dal ragazzo nell'imparare la lingua italiana. Motivi tecnici dunque ma anche caratteriali che avrebbero convinto il Grifone a non puntare più sul trentaquattrenne scandinavo. Una frattura emersa già sul finire dell'ultimo campionato, quando Schone venne a più riprese lasciato in panchina da Davide Nicola anche in gare decisive, come la sfida da dentro o fuori dell'ultima giornata contro il Verona che sancì la salvezza dei liguri.
GLI INDIZI - Il cambio di dirigenza dalle parti di Villa Rostan, con l'arrivo del nuovo DS Daniele Faggiano, ha poi se possibile complicato ulteriormente le cose. In più di un'occasione, durante l'estate, il neo dirigente rossoblù ha fatto intendere come il tempo del principe danese sotto alla Lanterna fosse giunto al termine. Una volontà ribadita concretamente da alcune mosse di mercato operate nella stessa zolla di pertinenza di Schone, come l'arrivo di Badelj, la conferma di Radovanovic e il desiderio di puntare forte sul giovane e promettente Nicolò Rovella. Indizi che lasciavano intuire come per l'ex Ajax di spazio in campo ce ne fosse sempre meno, anche a causa di uno stipendio che rappresenta il più sostanzioso della pur larghissima rosa rossoblù.

L'EPILOGO - Una situazione che ovviamente non è passata inosservata nè al giocatore nè al suo entourage, tanto che, secondo quanto appreso da Calciomercato.com, nelle scorse settimane Revien Kanhai, procuratore di Schone, avrebbe avanzato una proposta al club. Se avessero liberato gratis il suo assistito, permettendogli di trovarsi una nuova sistemazione, Kanhai in cambio avrebbe portato a Genova ​Warner Hahn, 28enne portiere olandese attualmente svincolato. Un'ipotesi, tuttavia, che al Grifone non è stata neppure presa in considerazione. Nonostante il danese sia arrivato un anno fa a parametro zero, infatti, la dirigenza ligure voleva almeno in parte rientrare dell'importante investimento fatto sul suo stipendio, che al lordo delle tasse sfiora i tre milioni di euro all'anno. Senza contare che il profilo dell'estremo difensore olandese non convinceva affatto Faggiano e soci. Da qui la rottura definitiva che ha portato dapprima Schone a rifiutare qualsiasi destinazione alternativa, poi il Genoa a metterlo fuori rosa.