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Primo giorno in rossoblù per Salvatore Sirigu, da oggi ufficialmente nuovo guardiano dei pali del Genoa.
 
Il portiere nuorese, fresco di titolo di Campione d’Europa conquistato 20 giorni fa a Wembley con la Nazionale azzurra, si è legato al club più antico d’Italia per i prossimi tre anni, raccogliendo il testimone non proprio leggerissimo lasciato vacante da un vero e proprio totem del Grifone qual è stato Mattia Perin. Cercare di non far rimpiangere l’Airone di Latina non sarà un compito facile, ma se esiste un giocatore in grado di assumersi tale onere questo è proprio l’ex estremo difensore di PSG e Torino: “Le scelte fanno parte della nostra vita e della nostra carriera - ha dichiarato il neo-rossoblù durante la conferenza stampa di presentazione - A questo punto della carriera vivo molto di stimoli, emozioni e sensazioni. Qui mi sono sentito voluto, cercato e apprezzato. La mia non è stata in nessun molto una scelta di comodo. Arrivo al Genoa con l’entusiasmo giusto per accettare l’offerta di una squadra che reputo importante, sulla scia di quelle per cui ho già difeso i colori in carriera”.
 
La parentesi in Liguria sarà anche un modo per tenersi stretta la maglia azzurra in vista del Mondiale del prossimo anno: “Ho voglia di ripartire da qui per dimostrare più a me stesso che agli altri che sono ancora un portiere importante. Ogni sfida per me è affascinante, poter lottare per questa storica maglia lo sarà altrettanto. Dopo aver vinto l’Europeo è normale che il pensiero vada al Mondiale ma in mezzo ci saranno prima da affrontare tante altre cose. Per adesso voglio godermi come si deve e con professionalità quest’avventura con il Genoa. Anche perché ritengo che pure a 34 anni ci si possa ancora migliorare”.
 
Sugli obiettivi di stagione Sirigu non si lancia in facili promesse: “Tutti mi parlano di squadra ridimensionata che punta all’obiettivo minimo. Fino ad ora ho incontrato molto pragmatismo e nessun volo pindarico. Questa è una cosa che apprezzo molto e poi penso che anche la prossima rischia di essere una stagione anomala come quella passata. Partiamo dall’obiettivo minimo per poi cercare di sviluppare qualcosa di buono strada facendo”.
 
Sul suo stato d’animo dopo la vittoria di Wembley: “Dopo l’Europeo sono una persona più felice. E’ stata una grande gioia arrivata dopo le tante difficoltà vissute dal Paese. E’ stata stupendo vivere quell’esperienza di nuovo assieme ai tifosi. Da allora non c’è ancora stato un giorno senza che qualcuno non mi abbia ringraziato per il sogno che tutti assieme abbiamo vissuto”.
 
Sirigu ha poi riservato un pensiero anche al suo vecchio club: “Torino è stata una parte importante della mia carriera, un posto in cui ho lasciato il cuore. Quando smetterò di giocare e mi guarderò indietro, non potrò che essere soddisfatto di aver giocato con Toro e Genoa”.

Sul suo rapporto con Donnarumma e sulle famose frase sussurrate all'orecchio prima dei rigori con Spagna e Inghilterra: "Gigio va in un club importante che rappresenterà un upgrade per lui, per il calcio italiano e anche per il futuro della Nazionale. Quanto di buono ha fatto all'Europeo l'ha fatto da solo, non certo per merito mio. Quello che ci siamo detti rimane tra noi, anche perché ci sarebbe il rischio che finisse per essere frainteso". 
In rossoblù ritroverà Federico Marchetti, già suo compagno anni fa in Nazionale e unico altro portiere italiano, oltre a lui stesso, ad avere difeso i pali dell'Italia a un Mondiale ancora attivo in Serie A: "Con Federico ho un ottimo rapporto, è un collega che ho sempre stimato. Siamo amici da tanto e siamo spesso stati assieme in Azzurro. Sono sicuro che insieme faremo bene anche qui".

Infine un aneddoto sul suo nuovo numero di maglia: "​Prenderò il 57. La scelta l'ho fatta come sempre assieme ai miei fratelli e sorelle. Prima di scegliere un numero nuovo ho sempre fatto un meeting con loro che mi hanno sempre consigliato bene. Questa volta abbiamo optato per il numero del civico della casa in cui siamo nati tutti noi. Un numero che in qualche modo ci unisce e coinvolge anche i nostri genitori. In più mia sorella ha aggiunto che 5+7 fa dodici, ossia del mio compleanno. Alla fine hanno deciso loro per me e a me sta bene così".