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Tra tanti demeriti che gran parte dei tifosi genoani imputano ad Enrico Preziosi, c'è anche un lato positivo che unanimemente viene riconosciuto al Joker nella sua lunga gestione societaria. Pochissime squadre in Italia, nell'ultimo decennio, hanno saputo coltivare e lanciare giovani promesse come invece ha fatto il Genoa. Un dato insindacabile che dimostra la bontà del lavoro svolto a livello di scuola calcio dal re dei giocattoli e dai collaboratori di cui ha saputo circordarsi, Michele Sbravati in primis.

QUANTI TALENTI - Da Criscito a Pellegri, passando per Perin, Sturaro e Mandragora, il vivaio rossoblu in questi anni si è affermato come un'autentica fucina di talenti. L'ultima creatura forgiata dalla cantera del Grifone è quell'Eddie Salcedo Mora che in un quarto d'ora scarso, quello concessogli domenica scorsa a Reggio Emilia da Ivan Juric, ha già lasciato intendere come le molte belle parole spese sul suo conto siano tutt'altro che infondate. Certo, di qui a dire che il quindicenne italo-colombiano diventerà il prossimo crack del calcio nazionale ce ne passa. Le basi sono ottime ma, esattamente come accadrà per Pellegri, anche per lui le variabili che incontrerà lungo il suo percorso di crescita sono davvero troppe e troppo oscure per esprimersi con sicurezza su qualsiasi eventualità.

SBOCCIATI E VENDUTI - Ciò che appare più scontato é semmai il futuro professionale del ragazzo, già destinato ad approdare in altri lidi prima ancora di esordire in serie A. Non scordiamoci che due mesi fa, quando Salcedo era solo uno dei tanti ragazzini del vivaio rossoblu, Preziosi l'aveva già impacchettato assieme al coetaneo Pellegri per spedirlo alla Pinetina in cambio di una valanga di soldi. Un copione che si ripete, sulla falsariga di quanto già avvenuto con altri illustri predecessori sbocciati sotto la Lanterna e poco importa se la trattativa è poi saltata.
EREDITA' - Il dato che emerge è la conferma di una politica, quella di crescere i giovani per poi venderli al miglior offerente, di certo indigesta ai sostenitori rossoblù ma in grado di garantire alla società plusvalenze milionarie fondamentali per mantenere la squadra in Serie A in anni in cui la crisi ha cancellato dal calcio che conta decine di club, anche storici. La speranza dei tifosi rossoblu è ovviamente quella che il tanto ventilato, e a quanto pare sempre più imminente, cambio societario porti una stabilità economica in grado di modificare radicalmente queste abitudini e consenta almeno per qualche anno di godere un po' di più dei prodotti fatti in casa da Sbravati e dai suoi collaboratori. 

Ora che Preziosi sta per passare la mano speriamo almeno che lo faccia lasciando in eredità ai suoi successori due potenziali campioni sui quali costruire il Genoa di domani. In caso contrario il rischio sarà quello di navigare in un mare di rimpianti nel vedere tra qualche anno Pellegri e Salcedo contribuire alle fortune di altri colori.