In un Genoa in cui tutto o quasi gira a meraviglia rimane un piccolo grande neo, quello rappresentato dalle prestazioni di Gianluca Lapadula.

Arrivato in estate come il grande colpo di mercato rossoblù, l'ex capocannoniere di Serie B e C non è ancora riuscito a far neanche intravedere il talento di cui dispone ai tifosi del Grifone. Inizialmente condizionato da due fastidiosi infortuni, che l'hanno costretto a saltare prima la preparazione estiva poi quasi un mese e mezzo di campionato, il centravanti italo-peruviano è senza dubbio la vera delusione dell'annata genoana.

Appena due i gol segnati fin qui da Lapadula, ed entrambi su rigore contro Roma e Benevento. Per il resto la solita generosità ma anche tanti errori sottorete. Davvero troppo poco per uno che ha sulle spalle il peso della maglia numero 10 e che dovrebbe sostenere l'attacco del club di Ballardini.

Eppure le doti che Lapadula ha fatto vedere nel corso della sua carriera in tutte le piazze in cui si è esibito non possono essere scomparse all'improvviso, come se su di lui fosse stato eseguito un malvagio sortilegio. Pagato ben 13 milioni di euro, l'acquisto più costoso della storia del Genoa deve ancora dimostrare di valere tutti quei soldi. O quantomeno deve farlo con la maglia rossoblu. Il suo passato racconta infatti che i gol dai suoi piedi sono sempre arrivati, indipendentemente dalla categoria  affrontata o dalla casacca indossata.

E siccome non credo che a 27 anni uno possa diventare all'improvviso una schiappa, mi pare evidente che il blocco che affligge Lapadula sia prevalentemente mentale. Certo, il gioco di Ballardini forse non lo aiuta ma è chiaro che anche lui debba metterci del suo per uscire dal tunnel nel quale si è infilato da inizio stagione.

In fondo al Genoa in questo momento manca solo una cosa: i gol di chi è arrivato qui con l'aspettativa di farne tanti. A Ballardini l'arduo compito di compiere l'ennesimo miracolo.