Il conto alla rovescia è ormai scaduto.
Stasera alle 17 Russia e Arabia Saudita daranno il calcio d'inizio al mondiale 2018, in una sfida in cui le suggestioni geopolitiche appaiono più interessanti di quelle prettamente calcistiche.

OCCHI APERTI - Nonostante l'assenza dell'Italia come ogni torneo planetario che si rispetti gli spunti degni di attenzione non mancheranno, soprattutto per gli addetti ai lavori che in queste settimane affolleranno gli alberghi di tutta la Russia. Tra questi ovviamente non potranno mancare gli emissari del Genoa impegnati più che a monitorare le prestazioni dei rossoblù Diego Laxalt e Oscar Hiljemark nel tentare di assestare il colpo ad effetto, magari scovando qualche talento semisconosciuto, fino ad oggi relegato ai margini del grande calcio. Certo, nell'epoca di internet e dell'invasione di video e filmati provenienti praticamente da ogni campetto di periferia in cui si tiri un calcio ad un pallone recarsi ad assistere ad un Mondiale nella speranza di scoprire un futuro campione potrebbe apparire addirittura ingenuo.

IL CASO TOMAS - Difficile insomma che si possa ripetere quanto avvenuto nel 1990 quanto gli allora osservatori del Grifone seppero battere tutti nell'aggiudicarsi le prestazioni del centravanti della Cecoslovacchia e futuro vicecapocannoniere del torneo, un certo Tomas Skuhravy. Certo, quello era un altro calcio ed un altro mondo, nel quale il web era solo la traduzione inglese dell'arma preferita di Spiderman. Eppure, siccome vedere dal vivo una partita di calcio non potrà essere mai come guardarla attraverso uno schermo, anche nel calcio ipertecnologico di oggi sarebbe una dannosa presunzione ritenere di potersene stare comodamente seduti sul divano intavolando trattative al telefono.

Forse il nuovo Skuhravy non arriverà ma la missione in terra russa servirà comunque per allacciare indispensabili legami con agenti e mandatari, figure sempre più indispensabili nel calciomercato odierno.