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La travagliata stagione del Genoa ha avuto un grosso ostacolo che ne ha pregiudicato spesso una risalita in classifica. Dopo una buona prestazione, magari con risultato positivo, non è mai arrivato un trend in progressione. E' capitato che la squadra riuscisse in una sfida a ritrovare coraggio e determinazione per poi puntualmente crollare nel match successivo. La cura Ballardini aveva come uno degli obiettivi proprio questo: dare un gioco e una continuità di risultati al Grifone.

Si parte per Parma con la netta sensazione che sia la prova del nove. I quattro punti contro Juventus e Lazio hanno rialzato il morale e l'entusiasmo dei tifosi, senza parlare del balzo in classifica, ma da soli non bastano. Parliamo di punti e non solo, perché il 'Tardini' è stadio che solo il Napoli ha saputo violare negli ultimi dieci mesi, e quindi anche solo un punto sarebbe tanta manna. Il banco di prova è tarato soprattutto sullo spirito che la squadra dovrà avere per puntare gara dopo gara alla salvezza.

Verso la strada della continuità anche per quanto riguarda il modulo. Ballardini, al contrario dei predecessori, confermerà il sistema di gioco per dare certezze alla squadra. Il 3-5-2 non è forse lo schema preferito del sergente di ferro rossoblù, ma è metodo che sembra essere funzionale alle caratteristiche del gruppo. Si continuerà quindi su questa strada, con l'esperienza in prima fila per non fare tremare le gambe al Grifone. Portanova, Manfredini, Cassani, Vargas (al rientro), Matuzalem e Borriello sono tutti giocatori che bazzicano la serie A da tantissimi anni e sanno di cosa c'è bisogno per salvarsi. 

Il mercato ha dato la svolta soprattutto sul piano della mentalità, non solo su quello della qualità, e le prime gare lo stanno dimostrando. Al momento però non basta ,perché è vero che in data 8 febbraio il Genoa sarebbe salvo, ma è altrettanto vero che ancora il traguardo è molto lontano e ogni passo falso farebbe ripiombare i rossoblù verso le zone bassissime della graduatoria. A meno che la ricerca della continuità non dia i suoi frutti, a quel punto tutto sarebbe molto più facile.