Se serviva una risposta il Genoa ieri sera ha dato la migliore che potesse arrivare. Nel momento più difficile della terza era targata Davide Ballardini,  il Grifone ha rialzato la testa dopo due sconfitte consecutive espugnando il campo della Lazio rivelazione di questo campionato.

Una vittoria pesante, frutto di una gara giocata in maniera determinata, cattiva e intelligente da parte dei rossoblu, il cui maggior merito è stato quello di non accontentarsi. Anche alla luce dei risultati delle dirette concorrenti, tutte o quasi uscite sconfitte dai rispettivi impegni domenicali, un pareggio strappato in casa dei biancocelesti poteva essere un risultato molto più che accettabile per l'ancora deficitaria classifica genoana.  Quando poi la Var, ad un soffio dal novantesimo, ha strozzato in gola l'urlo di gioia di Diego Laxalt la paura che la beffa potesse essere dietro l'angolo ha aumentato le sensazioni che anche un solo punticino fosse comunque un ottimo bottino da portare a Pegli. Invece il Genoa non si è accontentato, ha continuato a spingere senza rischiare praticamente nulla ed all'ultimo assalto è stato premiato, non tanto dalla sorte quanto dalla sua voglia di vincere.

All'Olimpico Ballardini ha dovuto rinunciare a ben cinque titolari, praticamente mezza squadra. Un alibi più che sufficiente per giustificare una sconfitta da parte di qualunque allenatore. Invece quella consapevolezza di non avere nulla da perdere si è probabilmente trasformata nella erba vincente del più bel Grifone stagionale.

Dicono che la fortuna aiuta gli audaci. Non so se ieri sera il Genoa è stato fortunato, di sicuro ha saputo osare e alla fine ha raccolto meritatamente i giusti frutti.