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Forse è soltanto una boutade. Una di quelle pseudo-notizie buttate lì in periodi di magra per riempire pagine di giornali e siti web. O forse no. Magari la possibilità che Kris Piatek possa rivestire, anche soltanto temporaneamente, la maglia del Genoa non è un'ipotesi poi così peregrina.

RITORNO AL FUTURO - Se così effettivamente fosse non si tratterebbe soltanto di una malinconica operazione nostalgia ma della possibile soluzione ad un problema che affligge i tre soggetti coinvolti. Come dimostra il passato più o meno recente l'affare andrebbe a rimpolpare il già lungo elenco di trattative simili messe a segno dal Grifone. Trattative nate tra lo scetticismo di molti ma che spesso e volentieri si sono dimostrate scommesse vincenti per i rossoblù. Giusto per restare lungo l'asse invisibile ma reale che da tempo unisce Pegli a Milanello si possono a tal proposito rievocare gli sbarchi in Riviera di Suso e Niang. Due giocatori assolutamente anonimi in rossonero che viceversa all'ombra della Lanterna vissero alcuni dei mesi più felici delle rispettive carriere.

TRE PROBLEMI - I presupposti affinché il medesimo copione possa ripetersi anche con il pistolero triste sono pari almeno alle speranze che ciò avvenga realmente. D'altra parte i tre soggetti coinvolti in questa vicenda hanno tutti la propria matassa da sbrogliare: Piatek vuol tornare ad essere il bomber implacabile ammirato un anno fa in rossoblù; il Milan, già alle prese con diversi guai economici, non può permettersi il lusso di depauperare buona parte dei 35 milioni spesi per lui 10 mesi fa e cerca un modo per rilanciarlo; il Genoa ha bisogno di un animale da area di rigore che lo aiuti a togliersi dalle secche di una classifica paurosa. La soluzione più semplice, in grado di risolvere in un sol colpo questo trittico di questioni, sembra portare verso un'unica direzione.

Ovviamente la certezza che ridando a Piatek la maglia numero 9 del club più antico d'Italia tutti i problemi svaniscono non esiste. Ma è fin troppo evidente che per il polacco l'aria di Milano si sia fatta troppo pesante. E allora chissà che per uno che si chiama Cristoforo tornare a respirare la salsedine di Genova non potrebbe rivelarsi la scelta vincente...