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Primo ostacolo: la Juventus. Un augurio di buon esordio per Davide Ballardini ci vuole davvero tutto. I campioni d'Italia come primo test per capire se in meno di una settimana i giocatori siano veramente riusciti a svoltare, a cambiare testa, perché la squadra vista contro il Catania davvero non ha speranze di salvarsi. In fondo proprio per questo è stato chiamato Balladrini, uno che sa come entrare dentro le teste dei giocatori tirandone fuori il meglio. Uno che, per inciso, non avrebbe mai dovuto lasciare il Grifone.

Lo dicevano i giocatori, e alcuni di loro ci sono ancora. Non tanti, perché il rivoluzionario Preziosi in solo un anno e mezzo ha trasformato il mercato in un via vai continuo, ma alcuni sono rimasti e sanno che cosa vuol dire avere Ballardini in panchina. Poche parole e qualche accusa di distacco da parte della tifoseria, quando arrivò la prima volta: ostilità che fu spazzata via da tante buone prestazioni e soprattutto da risultati importanti. 

Alla fine servono e serviranno proprio quelli, a cominciare da Torino, perché il tempo stringe e il Genoa è vicinissimo all'ultima spiaggia. In casa dei Campioni d'Italia bisognerà trovare il modo di portarsi sul pullman di ritorno almeno un punto, per se stessi e per far capire alle altre coinvolte nella lotta salvezza che i rossoblù sono vivi e hanno la cura giusta per riprendersi dalla lunga malattia che li ha colpiti. 

Ballardini lo sa e medita rivoluzioni tattiche, con il rombo di centrocampo, ma soprattutto vuole che i suoi ragazzi non mollino un centimetro, mai. E questa sì che sarebbe una vera rivoluzione. Se poi il mercato continuerà così, ora che la guida tecnica è quella giusta, il Genoa avrà ancora speranze di salvarsi. Perché Floro Flores, Matuzalem e Olivera sono giocatori che possono far fare il salto di qualità: adesso però lo devono dimostrare, così come quelli che già c'erano devono dimostrare di meritare la maglia rossoblù.