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Il pareggio è per sua stessa natura un risultato ambivalente, la cui lettura può essere positiva o negativa a seconda dei casi. Quello ottenuto ieri dal Genoa rientra certamente tra i secondi.

 

Nel primo dei quattro impegni casalinghi consecutivi che attendono il Grifone, gli uomini di Ballardini hanno letteralmente gettato al vento l'opportunità di dare un primo giro di chiave alla questione salvezza. Merito di una Spal mai dona, certo, ma colpa soprattutto di chi ha creduto che bastasse un golletto e un uomo in più per mettersi al sicuro. Invece così non è stato. L'azione che ha portato alla rete ferrarese è stata lo specchio della gara rossoblù dopo il doppio vantaggio (numerico e di punteggio) trovato alla mezzora. La sufficienza con la quale centrocampo e difesa genoana hanno concesso a Lazzari di mettere la sua firma sulla sfida di Marassi è la stessa con la quale Bertolacci e compagni hanno giocato la seconda parte di gara.

Vero è che nel finale il Genoa avrebbe anche potuto ritrovare la via della rete, ma tutti i tentativi sono parsi quasi casuali, frutto più della frenetica spinta offensiva ligure che di un'effettiva convinzione nei propri mezzi.

 

E che, nonostante le posizioni di classifica invariate rispetto alla vigilia con gli spallini ancora dietro di 5 punti rispetto al Grifone, a fine gara fossero solo gli ospiti ad esultare la dice lunga su come è stato accolto questo punto sulle due sponde rivali.

Per il Genoa la sensazione è quella di aver gettato via il primo match point salvezza proprio quando tutti gli elementi sembravano allineati a suo favore. Il rischio più grande ora è che questo pareggio lasci strascichi importanti sul morale e sull'autostima rossoblù.

 

Per fortuna dopodomani si gioca di nuovo e tra sei giorni ci sarà l'appuntamento più atteso dell'anno dalla Genova pallonara. Guardare avanti in fondo è il modo migliore per non pensare a ciò che poteva essere e non è stato. La permanenza in Serie A anticipata è ancora possibile, a patto di imparare dagli errori già commessi.