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Una regola senza eccezioni. È quella che vede il Genoa come il protagonista principale di ogni sessione di mercato. Come è ormai d'abitudine anche nella trance di trattative appena conclusa il Grifone si è confermato essere il club più attivo d'Italia, sia in entrata che in uscita, facendo registrare otto acquisti ed altrettante cessioni. Tante quante nessun'altra società di Serie A.

A far maggiormente discutere, lasciando parecchi malumori tra i tifosi rossoblù, è stato soprattutto l'addio di Kris Piatek. Rassicurato per mesi sull'incedibilità del bomber polacco, almeno fino al termine di questo campionato, il popolo genoano si è visto puntualmente tradito a metà stagione, cosa non certo inedita a queste latitudini. Pur con tutte le attenuanti del caso, legate soprattutto all'umore del giocatore in caso di mancato passaggio al Milan con eventuale svalutazione del suo cartellino, la mossa di privarsi anzitempo di chi con i suoi gol ha tenuto in piedi la baracca rossoblù per quattro mesi appare un azzardo assai rischioso. La sostituzione con Antonio Sanabria al momento sembra aver dato ragione a chi l'ha operata anche se è oggettivamente troppo presto per fare dei bilanci anche parziali.

Decisamente più ponderate appaiono le altre operazioni in uscita. A cominciare dal essersi liberati di alcuni giocatori che hanno reso decisamente al di sotto delle aspettative, come Lisandro Lopez, Sandro e Medeiros. Il mancato arrivo di un trequartista nuovo potrebbe però cambiare il giudizio sulla partenza del portoghese, uno che sarebbe anche potuto tornare utile nel 4-3-1-2 pensato da Prandelli. Più discutibili le partenze di Omeonga e Romulo. Se per il giovane belga può anche starci qualche mese in prestito dove possa giocare con regolarità forse sulla destinazione si poteva trovare qualcosa di meglio di una modesta squadra scozzese da mezza classifica. Quanto all'italo-brasiliano anche egli è nel novero di quei giocatori che hanno parzialmente deluso le aspettative di quest'estate. Però la sua duttilità e la sua esperienza potevano comunque essere armi preziose nella seconda parte di stagione.  Discorso analogo a quello che si può fare con Spolli, la cui partenza verso Crotone rischia di lasciare una coperta troppo corta in difesa.

Anche il mercato in entrata è stato più ragionato che in passato con meno scommesse e più certezze. È il caso ad esempio di Stefano Sturaro, Ivan Radovanovic e Lukas Lerager, certamente non tre campioni ma onesti mestieranti in grado di sostituire egregiamente l'infortunato Hiljemark. Più in prospettiva appaiono invece i colpi Pezzella, Jagiello, Schafer e Zennaro. Mentre tutte da scoprire sono le potenzialità di Jandrei, destinato a raccogliere il testimone di Radu già dal prossimo luglio.

Tra i rimpianti resta il rammarico per non aver portato a Pegli un trequartista di spessore e per non essere ancora una volta riusciti a liberarsi né di Lapadula né di Marchetti, due elementi ormai totalmente inutili alla causa rossoblù ma assai gravosi sulle sue casse.

Nel complesso il mercato del Genoa merita comunque la sufficienza perché la pur dolorosa partenza di Piatek è servita se non altro per intervenire in maniera ragionata sull'organico, pur con tutte le succitate lacune. Anche se poi al di là di tanti discorsi per avere un giudizio veritiero ed attendibile bisognerà aspettare ancora qualche mese, quando il campo avrà dato, come sempre, il suo verdetto indiscutibile.