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Tra rimpianti e speranze, inizia con un pareggio su di un campo storicamente ostico per i colori rossoblù il campionato del Genoa.

Un risultato che a prima vista sembrerebbe figlio di quella mentalità del volemose bbene che troppe volte si vede sui campi della Serie A. Il classico pareggino di inizio torneo, quello che sostanzialmente accontenta tutti, non lasciando "vittime" sul campo tra due squadre alla ricerca di una stagione tranquilla.

RIMPIANTI - Ma se questo atteggiamento può essere additato al Sassuolo, che effettivamente ha fatto davvero nulla in fase offensiva nonostante giocasse tra le mura amiche, non si può certo imputarlo anche al Grifone.
Pur senza esaltare e con una prestazione non trascendentale, i ragazzi di Juric avrebbero sicuramente meritato qualcosa in più. E non solo per quella traversa colpita da Biraschi ad inizio ripresa che ancora grida vendetta. In generale il Genoa ha sempre avuto il pallino del gioco in mano, contando almeno altre due o tre nitide occasioni da rete.
SORRISI - Tutto ciò nonostante la formazione mandata in campo da Juric fosse ampiamente rimaneggiata, soprattutto in attacco ed in difesa. Evidentemente, aldilà degli uomini impiegati, questa squadra sta dimostrando di avere un'anima vera e di sapere cosa fare quando si scende sul prato verde. Una notizia ottima per il tecnico croato, che al Mapei Stadium forse ha capito su chi può fare affidamento per questa nuova stagione, Preziosi permettendo. Uno di questi, ad esempio, è il redivivo Taarabt, mai visto prima di ieri correre e sacrificarsi per i compagni (pur con i limiti imposti da una personalità eccentrica come la sua) rinunciando a giocate spettacolari ma fini a se stesse.
E poi c'è la difesa. Un reparto flagellato dalle defezioni e con gli uomini praticamente contati che, dopo aver retto in amichevole contro Nantes, Heerenveen e Hoffenheim, si è ripetuta anche quando i punti valevano veramente.

SALCEDO - Un discorso a parte lo merita poi Eddie Salcedo Mora. Praticamente sconosciuto fino a due mesi, quando balzò agli onori delle cronache sportive per il suo inserimento nella trattativa tra l'Inter ed il coetaneo Pietro Pellegri, l'italo-colombiano ha lasciato intendere in poco più di dieci minuti che il suo nome sarà presto sulla bocca di tanti. Non ancora 16enne, Salcedo ha fatto il suo debutto in campionato diventando il sesto giocatore più giovane nella storia della Serie A a scendere in campo. E mentre i tifosi rossoblù sognano la nascita di un nuovo fenomeno, per il diretto interessato e per chi gli sta vicino, il difficile arriva adesso. 

Così come per Juric, che tra i rimpianti per una vittoria che avrebbe meritato di cogliere e la soddisfazione per le molte risposte positive trovate in terra emiliana, inizia una stagione che si preannuncia lunga e turbolenta. Come da migliore tradizione rossoblù...