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L'addio al calcio di Juric sembrava aver lasciato un grosso vuoto nello scacchiere rossoblù. Il 'pirata' era arrivato al Genoa da Crotone seguendo mister Gasperini, che su di lui riponeva massima fiducia, ricambiata per altro sempre con impegno e ottime prestazioni. La stagione scorsa sono arrivati gli infortuni, tanti; magari non gravissimi, ma fastidiosi, di quelli che non ti fanno mai entrare in forma. Alla fine la decisione: addio al calcio e approdo sulla panchina del Genoa Primavera.

Il presidente Preziosi si è lanciato subito alla caccia di un sostituto. Tanti nomi, e poi una scommessa: Franco Zuculini. Il ragazzo, classe 1990, sembrava pronto al trasferimento al Napoli, poi l'intoppo e il Genoa che si inserisce. Prima il 'sì' del giocatore poi quello dell'Hoffenheim, infine l'approdo a Genova oscurato dall’arrivo di Miguel Veloso, nome altisonante e sicuro fiore all'occhiello della campagna acquisti rossoblù.

Franco arriva in ritiro in punta di piedi. Tutti parlano dei grandi colpi Toni, Veloso ed Eduardo, ma Gasperini nota subito il talento del giovane argentino. Alla fine del ritiro le parole del tecnico sono chiare: 'Ci aiuterà ad accelerare il nostro gioco'. Lui non si scompone e continua a lavorare. La prima uscita davanti ai nuovi tifosi al 'Trofeo Spagnolo' contro l'Atlethic Bilbao è un tripudio di applausi, il ragazzino si muove bene, corre per tutto il campo e anche con i piedi ci sa fare.

C'è bisogno di una controprova: Gasperini all'esordio decide di lasciarlo in panchina schierando Milanetto e Veloso al centro del campo. Il Genoa però è lento, non riesce a ripartire con velocità, e ad inizio secondo tempo soffre molto la freschezza dell'Udinese. Il tecnico rossoblù capisce il momento e decide di inserire il giovane argentino. Manca mezz'ora alla fine. Zuculini dopo trenta secondi ha già provato il tiro in porta, segno di personalità. Il suo moto perpetuo mette in difficoltà Asamoah e Inler: adesso il Genoa è di nuovo in partita. Finirà con il gol di Mesto in rovesciata, e i complimenti saranno tutti per il terzino che a Genova non doveva neanche rimanere. Zuculini osserva e lascia la gloria agli altri, lui non è un tipo da prima pagina ma un guerriero di metà campo. Il dopo-Juric è iniziato, e sembra promettere davvero bene.