Commenta per primo

Che questa sarebbe stata l'Italia di Cassano e Balotelli,  Prandelli l'aveva detto il 1° luglio 2010.

All'epoca, fra le rovine fumanti della Nazionale disintegrata in Sudafrica, in molti scossero il capo. Altri dissero che non sarebbe andato da nessuna parte. Altri ancora che era un povero illuso.  Adesso che, ancora una volta gli azzurri hanno demolito i tedeschi e sono in finale del campionato europeo 44 anni dopo il trionfo di Roma, è divertente  vedere in quanti sgomitino sotto il carro del ct, ricevendo tackle sui denti.

Mentre straordinaria e dilagante  è la gioia di milioni di italiani: alla faccia della Merkel, dello spread e di tutte le scemenze che i giornali tedeschi ancora ieri mattina ci hanno rovesciato addosso, con il tipico cattivo gusto e l'arroganza dei crucchi che non imparano mai la lezione e per questo vanno sempre a sbattere contro un muro. Se fosse finita 5-0, non ci sarebbe stato nulla da ridire.

   
 
L'avevamo detto prima della partita che, proprio contro una delle due favorite del torneo, il signore di Orzinuovi avrebbe potuto firmare un altro capolavoro. Ancora più bello di quello che ha annichilito gli inglesi, nonostante il rigore graziosamente regalato dall'arbitro francese Lannoy ai tedeschi in pieno recupero. Prandelli è stato di parola.

La prova della Nazionale è stata favolosa. Gli azzurri hanno fatto esattamente ciò che il ct aveva chiesto loro: giocate e non abbiate paura. Abate si è dovuto arrendere alle sue imperfette condizioni fisiche  poco prima del via  e, allora, il Cesare ha spostato Balzaretti a destra, inserendo Chiellini a sinistra. Un'altra mossa azzeccata, come quella di insistere su Cassano e Balotelli, per non dire di Montolivo, protagonista della sua migliore partita in Nazionale.

Il primo brivido è stato nostro quando, con una ginocchiata, Pirlo ha salvato sulla linea il pallone colpito da Hummels, a Buffon battuto.  Il portierone è stato ancora una volta gigantesco sulle successive  conclusioni di Kroos e di Khedira. a giocare la sua miglior partita in azzurro.

 

Loew ha tenuto in panchina Muller preferendogli lo stesso Kroos,  mentre Gomez ha vinto il ballottaggio con Klose. Ma la Germania non ci  ha capito più nulla già dopo cinque minuti. Pirlo ha subito preso il comando delle operazioni, con Marchisio e De Rossi a sostenerne le iniziative.

 

 A segnare la partita, però, sono stati quei due che Prandeli ha voluto, difeso, appoggiato sempre, contro tutto e contro tutti. L'assist di Cassano per il colpo di testa di Balotelli che ha preso in controtempo Neuer è stato delizioso, come il lancio di Montolivo per il raddoppio di Mario: una parabola di trenta  metri che l'attaccante del City  ha intercettato per scaricare un destro di  classe e di potenza tale da fulminare il portiere tedesco.

 

La Germania ha accusato il micidiale uno-due che l'Italia le ha assestato in quindici minuti e, come un pugile suonato, ha barcollato sino al gong dell'intervallo. Loew ha cambiato Podolski e Gomez, inserendo Reus e Klose.

 

Le sostituzioni hanno fatto bene ai tedeschi: Reus si è reso subito insidioso con una serpentina in area, Lahm è andato al tiro, ma sbagliando la mira. Al minuto 57, Prandelli ha richiamato Cassano per inserire Diamanti. Una mossa che si era rivelata vincente contro l'Irlanda e contro l'Inghilterra:  ha funzionato anche contro i tedeschi. Il bolognese si è piazzato fra le linee, assieme a Montolivo. La Germania ha avuto un sussulto quando Reus ha lanciato un missile che Buffon, con la punta delle dita ha deviato sopra la traversa. Subito dopo, Prandelli ha tolto Montolivo, stanchissimo, sostituendolo con Thiago Motta.

Chiaro l'intento del selezionatore di dosare gli sforzi di una squadra alla quinta partita in 18 giorni. Sotto questo aspetto, impressionante è stata la prova di Pirlo sempre, comunque e dovunque nel vivo dell'azione. L'Italia ha  denotato una condizione atletica davvero sorprendente, considerato  che, per colpa della disorganizzazione dell'Uefa, aveva goduto di 48 ore in meno di recupero. L'impressionante solidità della difesa e la forza di un centrocampo mondiale hanno progressivamente demolito l'orgoglio tedesco.

Spettacolare la progressione rugbistica che al 66' ha portato Marchisio  a sfiorare il terzo gol, su assist dello scatenato Diamanti il quale, poco prima, aveva cercato di segnare con una botta da 40 metri.

A venti minuti dalla fine, Balotelli non sarebbe voluto uscire, nonostante fosse stato toccato duro al polpaccio e accusasse crampi, ma Prandelli ha inserito Di Natale e ha fatto bene. E quando Loew ha risposto togliendo Boateng per Muller si è capito che la Germania era alla disperazione: Muller, Ozil, Klose, Reus e Khedira tutti  insieme là davanti, i tedeschi non li avevano mai schierati.

Subito dopo, ancora Marchisio ha sfiorato il tris. Costretta a scoprirsi,  la Germania è andata in barca. Di Natale ha sprecato un'altra palla-gol, Balzaretti è andato a segno, ma era in fuorigioco. E quando si sciupa troppo, si rischia  la beffa atroce. Il rigore inventato dal francese Lannoy in pieno recupero per il fallo di mano di Balzaretti che invece aveva subito fallo da Klose, ci ha fatto penare sino all'ultimo respiro.  Ozil ha segnato, ma i tedeschi si sono arresi.

Mondiali o Europei non ce n'è: continuiamo ad essere la loro maledizione. Questa è davvero una Grande Italia. L'Italia di Prandelli. L'Italia di tutti. E adesso, dateci la Spagna.

 

Xavier Jacobelli

Direttore Editoriale www.calciomercato.com