203
E' il giorno di Germania-Ungheria ad Euro 2020 e in ballo non ci sono soltanto gli interessi di classifica del gruppo F, con tutte le squadre in corsa per un posto negli ottavi di finale. La sfida dell'Allianz Arena ha assunto nelle ultime ore una fortissima connotazione politica, rischiando di scatenare un vero e proprio scontro diplomatico tra i rispettivi governi e con la Uefa a fare da arbitro, probabilmente non del tutto imparziale. Il caso dello stadio colorato di arcobaleno, per manifestare sostegno alla causa del movimento LGBT e contrarietà verso le recenti leggi omofobe promulgare dal primo ministro ungherese Viktor Orbàn, è aperto più che mai, nonostante il tentativo dei vertici europei del calcio e di Aleksander Ceferin di spegnere l'incendio il prima possibile.

IL PRECEDENTE NEUER - I prodromi di quello che sarebbe avvenuto nelle ultime ore è l'utilizzo del portiere e capitano della Germania Manuel Neuer di una fascia arcobaleno, in occasione delle partite contro Francia e Portogallo: un episodio che porta la Uefa, per qualche ora, a valutare l'ipotesi dell'apertura di un'indagine (col rischio di una sanzione anche nei confronti della Federcalcio tedesca) per aver esposto un simbolo "politico" in occasione di una competizione Uefa. La questione si risolve con un comunicato - "la fascia è stata valutata come un simbolo della squadra per la diversità e quindi per una 'buona causa", scrive la DFB dopo la comunicazione dell'archiviazione del procedimento - che sembra far contenti tutti e che sembra salvare la faccia a tutte le istituzioni coinvolte, ma che è soltanto il preludio ad un fatto ancora più eclatante.

CHE IMBARAZZO - Il sindaco di Monaco di Baviera, Dieter Reiter, chiede alla Uefa di poter rendere ancora più esplicito il messaggio delle autorità politiche tedesce sul tema dell'omofobia, provando ad ottenere il permesso di colorare la facciata esterna dell'Allianz Arena di arcobaleno, da sempre il simbolo che contraddistingue la comunita LGBT. Il problema è che fin da subito questa iniziativa finisce per essere sbandierata e pubblicizzata come un segnale molto chiaro rivolto nei confronti del governo di estrema destra di Orbàn in Ungheria, alimentando le perplessità della Uefa. A Nyon, che si batte da anni per l'esclusione di ogni tipo di propaganda politica dall'ambito calcistico, la questione ha creato un serio imbarazzo, alla luce anche del rapporto di cooperazione in essere con le autorità ungheresi - Budapest è una delle sedi dell'Europeo, l'unica ad aver ospitato le partite con la massima capienza allo stadio - e in considerazione pure dei rumors dei giorni scorsi sul possibile spostamento di semifinali e finale del torneo, prima dell'accordo raggiunto con l'Inghilterra per il mantenimento della sede originale di Wembley.
IL NO DI CEFERIN - Per evitare pericolose ripercussioni anche sul fronte diplomatico tra i due Paesi coinvolti, Ceferin ha detto no alla richiesta giunta da Monaco, proponendo in alternativa di varare questo tipo di iniziativa per il prossimo 28 giugno o tra il 3 e il 9 luglio, quando l'Ungheria e il suo premier Orbàn non sarebbero in alcun modo urtati nella propria sensibilità. "Era la richiesta di un politico, era chiaramente un segnale mirato a un atto politico di un governo di un altro Paese. Il calcio non può permettere di essere usato per scopi politici. Con tutto il cuore supporto e celebro Neuer che indossa la fascia arcobaleno. E con tutto il cuore sono a favore di uno stadio illuminato coi colori dell’arcobaleno in altre occasioni, come propone la Uefa, quando non sia per scopi politici", ha dunque puntualizzato ieri il numero uno della Uefa, finendo per scatenare un'ondata di proteste ancora più forte, se possibile.

DOPPIA MORALE - Il sindaco di Monaco di Baviera ha prontamente risposto per le rime: "La decisione dell'Uefa è vergognosa e la città risponderà decorando i suoi palazzi dei colori arcobaleno". E altrettanto inequivocabile è stato il messaggio via social, indirizzato da alcune delle più importanti società europee - capeggiate da Juventus e Barcellona, che casualmente sono allo scontro frontale con Ceferin sul fronte Superlega - per ribadire il loro fortissimo impegno nei confronti di una causa come quella dell'uguaglianza delle persone e la battaglia contro ogni forma di discriminazione, che tutto dovrebbe essere meno che motivo di scontro politico. Ma semplice tutela dei diritti di ciascun individuo di vivere liberamente, anche il proprio orientamento sessuale. Curiosa infine la scelta di Ceferin di tutelare gli interessi ungheresi, negando la possibilità alla Germania di manifestare le sue idee, proprio nel momento in cui è in corso un'inchiesta sui versi della scimmia rivolti ai calciatori di Francia e Portogallo degli ultras di Budapest. La lotta contro la discriminazione razziale promossa dalla Uefa non è quindi politica? E perché quella per la difesa della comunita LGBT invece lo è? Ceferin, ce lo spieghi...