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Via per guadagnare di più, per giocare nel campionato più bello del mondo. Sono passati solo nove mesi dalla decisione di Emanuele Giaccherini di lasciare la Juventus e la serie A per accettare la ricca sfida del Sunderland, quasi un anno dopo è tempo di bilanci, che non fanno di certo sorridere l'azzurro. La Premier League doveva essere l'occasione per fare il definitivo salto di qualità, per dimostrare agli inventori del calcio che il ragazzo che ha fatto la gavetta e ha giocato una Confederations Cup ad alti livelli poteva essere ancora protagonista, è stata invece una sfida persa per ko tecnico.Giaccherinho, come ama chiamarlo Conte, è stato inghiottito dalla stagione negativa del Black Cats, non riuscendo ad evitare una retrocessione molto probabile.

SOGNO SVANITO? - Nonostante 3 gol in 19 partite, nonostante una stagione di grande sacrificio Giaccherini rischia di mancare il grande obiettivo personale, ovvero la convocazione per il Mondiale. Prandelli lunedì ha dichiarato che buona parte dei 23 per il Brasile usciranno dai 42 che hanno partecipato allo stage azzurro del 14 e 15 aprile, Giaccherini non era Coverciano (ma nelle scorse settimane ha effettuato in remoto i testi fisici richiesti dalla Figc) così come tutti gli "italiani" all'estero (non c'erano neanche Verratti, Diamanti, Sirigu e Thiago Motta per esempio) e fino all'ultimo sarà in bilico.
RITORNO IN ITALIA - Il futuro è nebuloso, il tecnico del Sunderland Poyet, che inspiegabilmente l'ha messo nell'angolo, non esclude una cessione. In Premier hanno chiesto informazioni Hull City e West Ham, così come il Genoa ma c'è un doppio ostacolo che potrebbe ostacolare il rientro in serie A. Il prezzo del cartellino, 7 milioni di euro, e l'ingaggio, vicino ai 2 milioni. Qualcuno dovrà fare un piccolo sforzo e rinunciare a qualcosa. O Giaccherini rischia di sparire dal grande calcio.