Volto noto, da anni protagonista in radio, tv e non solo. Sempre con una linea guida: ironizzare, sorridere sempre. Noto tifoso interista, Giacomo ‘Ciccio’ Valenti è dal 30 aprile una nuova voce di Rds, protagonista della trasmissione del mattino “Tutti pazzi per RDS”. Il conduttore radiofonico si è concesso per un'intervista esclusiva a calciomercato.com.

Partiamo da Lazio- Inter. Vale la Champions. Che sensazioni ha? 
"E’ importantissima, vale davvero tanto. Le due squadre hanno fatto a gara a perdere occasioni, ne hanno avute tante entrambe. E’ un vero e proprio spareggio. Ovviamente, da tifoso interista, spero vinca l’Inter":

Caso de Vrij. Domenica ultima partita con la Lazio, contro la squadra che a giugno lo accoglierà. Dovrebbe giocare?
"Pensare che de Vrij non debba giocare o che giochi col freno a mano tirato è un’offesa a lui e alla sua professionalità. Certo, deve giocare, deve fare la sua partita: i calciatori sono professionisti. Ricordo ad esempio Liam Brady: l’irlandese della Juve, nel 1982, si comportò in maniera esemplare. Nonostante sapesse già di dover andar via dalla Juve per l’arrivo di Platini, nell’ultima giornata di campionato si presentò sul dischetto e siglò il gol decisivo contro il Catanzaro. Sono sicuro de Vrij sia un grande professionista. Certo, domenica mi auguro non segni".

Come ha vissuto la settimana da interista di stanza a Roma? 
"La bellezza del calcio è il tifo. Le offese non hanno nulla di ironico, ma le prese per i fondelli ci stanno. A Rds lavoro con molti laziali: lunedì mattina sarò in onda da Roma e sono pronto, che sia vincitore o meno. La Lazio ha due risultati su tre, ma mi auguro sia la volta buona per noi. Per come vivo io il tifo chi cerca rivalse personali nel calcio non ha capito niente della vita".

Se dovesse andar male, sarebbe un fallimento?
"E’ un’occasione da non perdere, questo è sicuro. Ma, se dovesse andar male, parlerei più di rammarico che di fallimento. In ogni caso mi auguro che questa sia la strada giusta, a prescindere dal risultato. Daremo tutto, sperando sia l’inizio di un nuovo corso. Serve una svolta. 60.000 spettatori a San Siro contro il Sassuolo: meritano rispetto".

Come giudica il primo anno di Spalletti? 
"Speravo in qualcosa di più. Parlo da tifoso, e il tifoso ha voglia di sognare. Il discorso però è più ampio: mi auguro ci possa essere maggiore chiarezza con la società, tutto poi viene di conseguenza. La società deve proporre una linea guida, solida, vincente, che l’allenatore possa seguire. Comunque Spalletti l’ho conosciuto: umanamente è un’ottima persona. Spero miri a giocatori importanti che facciano crescere la squadra".

Capitolo mercato: Icardi?
"Dobbiamo prendere giocatori determinanti, da Inter. Per anni non lo abbiamo fatto. Icardi non lo darei mai via, è un grandissimo bomber. Forse non è un capitano eccezionale ma liberarsi di Icardi sarebbe una follia: sono anni che fa 20 e più gol a stagione. Dovessi cederne uno venderei Brozovic".

Se la società potesse riscattare solo uno Cancelo e Rafinha, chi prenderebbe?
Rafinha, è di un altro livello rispetto ai giocatori che si sono alternati in quel ruolo. Podolski è venuto qui in Erasmus, Shaqiri non ha inciso, lo stesso Borja Valero non ha dato la svolta. Rafinha si. Anche Cancelo è importante: vale tre Santon. Sono entrambi giocatori da Inter".

Come giudica il colpo Asamoah? Gli perdona gli anni alla Juve?
"Certo, conta il futuro. Per il resto vale Skriniar? Se si è il benvenuto, seno non è determinante. Io mi auguro lo sia, spero possa far bene. Con l’usato garantito può succedere di tutto, non è come comprare una macchina nuova. Certo, è sicuramente più forte degli ultimi giocatori che abbiamo avuto in quel ruolo, come Dalbert. Per troppi anni abbiamo preso giocatori non determinanti, che poi hanno tradito le attese".

Come giudica il colpo de Vrij?
"Per ora in quel ruolo c’è Skriniar, una certezza, Miranda, ultimamente meno determinante, e Ranocchia, che ci mette sempre cuore. Spero sia un grande acquisto. Certo, Sergio Ramos sarebbe stato diverso, ma ovviamente quel tipo di giocatore non si sposta da Madrid per venire in questa Inter. Mi auguro in futuro ci siano i Ramos di turno pronti a venire all’Inter. Sogno una coppia di centrali di valore assoluto, come lo erano Lucio e Samuel, di sicuro più forti del possibile Skriniar- de Vrij".

Che ricordo ha di Mancini, nuovo ct dell'Italia?
"Mancini all’Inter portò mentalità vincente. La prima Coppa Italia vinta fu importante, il primo successo dopo tanto tempo. L’Inter di Mourinho affondava le radici in quella precedente. Non mi è piaciuto l’ultimo periodo a Milano: nascondeva le formazioni per tirar fuori il grande colpo ogni volta. Un allenatore deve essere vincente e deve saper caricare i giocatori: Mancini per una parte della carriera lo è stato, e soprattutto ha dimostrato di amare la nazionale. Spero possa portare la sua mentalità vincente anche in nazionale. Balotelli? Mi auguro torni una generazione vincente. C’è stato buco generazionale. Il gruppo con Totti, Del Piero, Cannavaro, Vieri, Pirlo, Materazzi era formato da giocatori veri, che ci hanno portato ad avere una nazionale vincente. Non vorrei si tornasse a parlare di Balotelli come salvatore della patria. Spero non si parli solo di lui, ma ce ne siano tanti bravi. Il personaggio Balotelli è stato più forte dei suoi mezzi. Deve crescere tutto il movimento".