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Meno di 24 ore al derby di Milano, il primo sulla panchina rossonera per Marco Giampaolo. Una partita che può valere tanto, in termini di classifica e di convinzione, per il Diavolo che vuole ritrovare un successo nella stracittadina in campionato che manca dal 31 gennaio del 2016 quando i rossoneri si imposero per 3-0. Il tecnico abruzzese presenta la sfida in conferenza stampa:

SULL'ATMOSFERA DI DOMANI: "In tal senso ho una testimonianza del mio collaboratore che era venuto a vedere il derby qui l'anno scorso. Mi ha parlato dell'emozione che trascina, sono sensazioni che racconterò dopo la partita".

SULLA VITTORIA DI VERONA IMPORTANTE PER IL CAMMINO: "La nostra ambizione è quella di giocar bene e vincere. Cerco di trasmetterla alla squadra, poi le vittorie ti aiutano. Ma bisogna vincere e convincere, dobbiamo fare un lavoro di sintesi".

LA PARTITA PIU' IMPORTANTE DELLA SUA CARRIERA: "E' una partita molto importante, il derby fa storia a sè, ne ho vissuti diversi a Genova e so cosa significa per il tifoso. Io ambisco a giocarne tante di importanti".

SUL CASO PAQUETA' E IL NERVOSISMO DI PIATEK: "Io preferisco calciatori concentrati, entusiasti. Non mi piace il nervosismo, non c'è bisogno di alzare il livello. C'è un dispendio di energie che non ha bisogno di altro, il nervosismo non ti fa giocare bene. Serve serenità".

SFIDA VERITA' : "E' una sfida importante, come tutte quelle da qui alla fine. Inter favorita? Non so, è fuori ogni pronostico".

SULL'INTER IN CHAMPIONS: "La partita l'ho vista, ma rispetto alle gare precendenti ha trovato una squadra con una contrapposizione diversa che gli ha dato più fastidio. E' una squadra definita l'Inter, sa fare le sue cose".

SUL FATTO CHE IL MILAN PARTA SFAVORITO: "Non voglio essere sfavorito, non mi interessa. Voglio che la squadra faccia la partita giusta, entrambe le fasi e con cura dei dettagli".

GIOCARE BENE E' UNA QUESTIONE DI MODULO:"Sono tante cose, si lavora per ottimizzare ogni cosa. Non dopende mai da una sola cosa. Dipende anche dall'atteggiamento con cui si scende in campo".

SU BROZOVIC POSSIBILE PERICOLO: "L'Inter è una squadra chiara e definita, fa le cose con ripetitività. Servirà fare un grande lavoro collettivo. E' la partita più difficile dal punto di vista della contrapposizione, servirà una grande partita da squadra".

SUL PRIMO CONFRONTO CON CONTE: "Ha avuto un percorso importante, l'ho seguito dall'inizio. So che tipo di evoluzione ha avuto, all'Inter ripropone il calcio del primo Conte. Il ceppo lo conosco, so che tipo di allenatore è".

SUL GIOCARE COME HA FATTO LO SLAVIA PRAGA: "Puntiamo a fare meglio. A volte si può difendere anche tenendo palla, non c'è bisogno di difendere stando nel fortino. La nostra ambizione è fare bene tante cose, bisogna lavorarci. Non mi piace una squadra che difende bassa, che fa i lanci lunghi e che non vuole riconquistare subito il pallone".

SULLA GARA DELLA SVOLTA E COME HA VISTO I GIOCATORI: "Ogni parita è buona, d'incanto giochi delle partite con la consapevolezza di quello che fai durante la settimana. Nelle amichevoli abbiamo trasmesso trame vicini alla nostra idea di gioco, in campionato meno. L'aria l'avevo annusata e questo mi fa ben sperare. Non fa altro che crescere l'autostima".

SU CONTI: "Domani gioca Conti. Ha una chance importante. E' un ragazzo che si sta allenando bene, è cresciuto rispetto a qualche mese fa. In fase difensiva sa di dover migliorare e sta lavorando tanto su questo, ci sono stati dei miglioramenti. Domani potrà dimostrare come sta".

SUI NUOVI: "Per me esiste un Milan, non esiste Tizio, Caio e Sempronio. Alleno 23 giocatori dei quali sono contento, per me c'è il Milan. Non discuto dei singoli giocatori, il Milan è al di sopra dei singoli".

L'INTER CON LUKAKU E CON ICARDI NELLA PREPARAZIONE DELLA GARA: "Cambia poco, non mi sposta nulla. Sono simili e non preparo la gara su un giocatore".

SUL DERBY COME GIOIA: "La squadra l'ho vista serena, ha fatto le cose bene e deve essere così, le partite vanno giocate con gioia ed entusiasmo e in maniera responsabile. Fate le cose per bene giocando la partita, lo dico sempre ai miei giocatori. Da bambini ci entusiasmavamo quando ci passavamo la palla, non correndo dietro agli avversari. Con l'entusiasmo cresco, bisogna battere questa strada qui".

QUANDO SI RIVEDRA' IL MILAN VISTO A CARDIFF CONTRO IL MANCHESTER UNITED: "Quella squadra aveva un'idea, abbiamo giocato anche con diversi primavera. Lavorando insieme possiamo arrivare ad esprimere quel tipo di calcio, che non vuol dire vincere tutte le partite, ma avere un'identità di calcio ben precisa".

SUL CONFRONTO CON PAQUETA': "E' stata una chiacchierata ingigantita ad arte, perchè c'è il derby. Niente di clamoroso".

SULLA PREPARAZIONE PERSONALE: "Mi sono avvicinato serenamente, lavorando, tanto, come faccio sempre. Vado via alle 20 la sera, ma lo faccio sempre e non solo nel derby".

SU PARTITA CROCEVIA: "E' importante ma non crocevia della stagione".

SU BIGLIA E BENNACER: "Biglia è un giocatore esperto, ha giocato anche una finale di Coppa del Mondo. Sa giocare la partita, nel post Verona ho fatto quelle dichiarazioni era per dire che è un giocatore d'esperienza".

SU REBIC: "Ha volontà, è un ragazzo che è venuto con entusiasmo e determinazione. Ha l'entusiasmo giusto".

SU CHE INTER SI ASPETTA DAL PUNTO DI VISTA TATTICO: "Ha una tattica ben definita, fa la partita. Non mi aspetto una trasformazione, ha una identità ben precisa. Poi ci sono sempre gli avversari che ti permettono o meno di fare un certo tipo di partita".

SULL'UOMO SPOGLIATOIO COME DONNARUMMA: "Ne sono tanti qui al Milan, gli ultimi ragazzi arrivati sono giovani e devono prendere consapevolezza. Gigio e Romagnoli sono due leader".

SU SENSI: "Nessun rimpianto, il mercato non è mia competenza. Amo i giocatori che alleno, non mi interessano quelli che non alleno".