L’Inter anche quest’anno non brilla. L’opera di ricostruzione di una squadra competitiva è ancora in fase embrionale e nemmeno il drastico cambio di rotta, innescato con l’allontanamento del mai amato Mazzarri e il ritorno di Mancini, accompagnato da un generale rafforzamento della rosa avvenuto nel mese di gennaio (con l’acquisto di Shaqiri, Brozovic  Podolski e Santon), sembra aver generato i risultati sperati.
Ma se la squadra di Mancini non è ancora riuscita a trovare la giusta quadratura del cerchio, le gioie in casa nerazzurra arrivano, come ormai accade da qualche anno, dal settore giovanile. 
Le formazioni minori dell’Inter, infatti, primeggiano in tutti i campionati giovanili più importanti, mettendo in vetrina tantissimi giovani interessanti.
Le soddisfazioni maggiori giungono senz’altro dalla Primavera, che, oltre a guidare con merito il proprio girone di campionato, è riuscita anche ad aggiudicarsi il prestigioso Burlamacco, trionfando, poco più di un mese fa, alla Viareggio Cup.
La squadra guidata da Stefano Vecchi è formata da un considerevole numero di calciatori talentuosi, alcuni dei quali sembrano già pronti per il salto nel calcio che conta. 
Uno dei giovani in assoluto più interessanti della Primavera nerazzurra si chiama Federico Dimarco. Nasce a Milano il 10 Novembre del 1997, e inizia a giocare a calcio all’età di 6 anni nell’A.S. Calvairate. A soli 8 anni, Federico viene notato da un osservatore dell’Inter, che impiega pochissimo a convincere i genitori, entrambi di fede nerazzurra, a trasferirlo ad Interello.
La sua carriera con la società di cui già allora era tifoso inizia prestissimo e parte dalle categoria dei Pulcini. Quella squadra  era già formata da alcuni dei suoi compagni attuali; c’erano, infatti, Bonazzoli, Della Giovanna, e Di Gregorio, che con lui hanno condiviso tutta la trafila delle giovanili neroazzurre.
In quel periodo Dimarco viene  impiegato da esterno sinistro alto o da attaccante.
E’ solo tre anni più tardi, che Ravera, allenatore degli Esordienti Regionali nerazzurri, decide di  utilizzarlo da esterno basso. 
Inizialmente la nuova posizione in campo non lo affascina particolarmente, viste anche le difficoltà ad adattarsi ai meccanismi della fase difensiva. Ma, una volta superata questa fase di adattamento, interpreta il nuovo ruolo con convinzione sempre maggiore; e i risultati in campo non tardano ad arrivare.
Così, anche nelle stagioni successive, nei giovanissimi regionali e nazionali, viene confermato in quella posizione, e, esprimendosi su livelli sempre più alti, comincia ad essere considerato uno dei talenti migliori nel suo ruolo. Inoltre, l’arretramento sulla linea difensiva non ne svilisce le qualità in fase offensiva, tanto da riuscire a trovare la via della rete con una certa frequenza.
Nel primo anno dei Giovanissimi Regionali guidati da Mister Cerrone, entra nella storia delle giovanili nerazzurre, riuscendo a firmare addirittura una tripletta contro l’Atalanta.
Le sue doti di difensore goleador vengono confermate anche con gli Allievi Nazionali.
Nella stagione scorsacontribuisce in modo fondamentale al trionfo della sua squadra nel Campionato Allievi Nazionali; con la formazione guidata da Gianmario Corti realizza 10 gol in 25 presenze, siglando anche l’importantissimo gol dell’ 1 a 1 nella sfida col Genoa, nelle partita inaugurale delle Final Eight. Numeri davvero impressionanti per un terzino.
Inoltre, si prepara la strada per l’approdo in Primavera, collezionando, a soli 16 anni, la sua prima presenza con la squadra guidata da Salvatore Cerrone. La stagione in corso segna  l'approdo definitivo in Primavera. 
Federico non subisce minimamente il salto di categoria; anzi, con la personalità del veterano, diventa immediatamente pedina fondamentale nello scacchiere di mister Vecchi.
Le ottime prestazione con la Primavera non passano inosservate, tanto che, l’11 dicembre 2014, riesce a realizzare il sogno coltivato sin da bambino; arriva, infatti,  a soli 17 anni, l’esordio in prima squadra, nella partita di Europa League giocata contro il Qarabag e finita 0 a 0.
Il talento di questo ragazzo lo porta ad esordire giovanissimo anche con la Nazionale. La prima maglia azzurra la indossa già nel 2012 con l’Under 15, mentre tra il 2012 e il 2013 colleziona, sotto età, 16 presenze con l’under 17. 
A partire dall’inizio della stagione in corso è entrato in pianta stabile nel giro della nazionale Under 19 guidata da Alessandro Pane, diventandone subito un perno, e con la quale è attualmente impegnato nella fase élite dell’Europeo di categoria.
Dal punto di vista tecnico, Dimarco è un terzino moderno. Abbina grandi doti atletiche ad una notevole qualità tecnica. Dotato di un’impressionante facilità di corsa, spinge costantemente sulla fascia sinistra, senza disdegnare l’uno contro uno, e portandosi sovente alla conclusione da fuori area, sfruttando il potente e preciso piede sinistro.
Negli anni ha affinato sensibilmente anche le sue doti difensive, diventando sempre più attento nelle marcature e nella chiusura della diagonale difensiva. 
Migliorabile è, indubbiamente, la marcatura nel gioco aereo, soprattutto sui calci da fermo; ma a tal fine i 174 cm di altezza di certo non giocano a suo vantaggio.
Pur non essendo altissimo, Dimarco ha una muscolatura potente ed esplosiva. Le sue doti atletiche sono fuori dal comune; è dotato di velocità, progressione e resistenza rare da  trovare in un ragazzo così giovane.
Dal punto di vista caratteriale e comportamentale, serietà, voglia di applicarsi e determinazione negli allenamenti sono già quelle di un professionista.
Dimarco ha tutto ciò che serve per diventare un ottimo calciatore e per ripercorrere le orme delle grandi bandiere nerazzurre.

Alessandro Aliberti