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A Perugia sta crescendo un ragazzo che può fare molta strada.Il suo nome è Vittorio Parigini, è nato a Moncalieri il 25 Marzo del 1996 e di professione fa l' attaccante. Ma chi è davvero questo ragazzo? Parigini tira i primi calci al pallone alla tenerissima età di 4 anni, iscritto dalla madre alla Pancalieri, società dilettantistica piemontese.
Sin piccolo, le sue qualità iniziano ad intravedersi; tanto che, durante un provino col Torino, Silvano Benedetti, responsabile del settore giovanile dei granata, ci mette poco ad appuntare  il nome Parigini sul proprio taccuino. Così nel 2005, a soli 9 anni, Vittorio entra a far parte del settore giovanile del Toro. 
La sua affermazione si registra nel campionato giovanissimi  2010/11: segna 25 reti in 27 presenze.  Numeri molto importanti, che gli prenotano di diritto, per l’anno successivo, un posto nel gruppo degli allievi nazionali.
Nel campionato 2012/2013 è già aggregato alla Primavera, nella quale, nonostante debba confrontarsi con compagni e avversari spesso di due anni più grandi, riesce, ancora una volta, a dire la sua, chiudendo l’anno con 17 presenze e 5 gol.
Parigini è un talento precoce: e così, nell’estate del 2013, dopo il ritiro con la prima squadra, accetta il trasferimento alla Juve Stabia e il salto nel campionato cadetto. A soli 17 anni, nella sfida tra le Vespe e il Pescara, Parigini fa il suo esordio in serie B.
Il ragazzino affronta con coraggio e personalità l’impatto con la serie B collezionando 14 presenze. L’estate scorsa il Torino lo cede, ancora in prestito, al neopromosso e ambizioso Perugia di Camplone.  
In Umbria, Parigini dimostra fin da subito che la stagione a Castellammare di Stabia è stata fondamentale per la sua crescita.  Già all’esordio, nella sfida di Coppa Italia contro lo Spezia, lascia intravedere tutte le sue qualità, siglando la rete del definitivo 2-1. 
Ad oggi, Parigini  ha realizzato 3 gol in campionato ed 1 in Coppa Italia, oltre a numero consistente di assist per i suoi compagni. La precocità del suo talento è apparsa evidente anche nell’esperienza con la Nazionale. In maglia azzurra comincia a recitare un ruolo da protagonista già a partire dall’under 15.Oggi è un punto fermo della nazionale Under 19 guidata dal ct Alessandro Pane, con la quale, solo pochi giorni fa, è stato protagonista di una magistrale prestazione culminata con il gol dell’ 1-1, nell’amichevole di Genzano giocata contro la Georgia.
Sotto il profilo tecnico, Parigini è dotato di un ottima tecnica individuale, di notevole velocità e della naturale propensione a dribblare l’avversario nell’uno contro uno.
Le sue spiccate doti offensive lo rendono in grado di ricoprire quasi tutti i ruoli d’attacco; ma si esprime con maggior disinvoltura quando può giocare seconda punta, da esterno nel tridente o, come è spesso capitato quest’anno, come vero e proprio trequartista. Ha nell’imprevedibilità della giocata una delle doti tecniche più importanti.
Dal punto di vista fisico, l’esperienza in serie B ha certamente contribuito a formarlo sotto il profilo muscolare ed atletico, portandolo ad un livello superiore rispetto ai suoi coetanei.
Altrettanto importanti sono le notevoli doti caratteriali; il ragazzo ha grande personalità, e l’esordio in serie B a soli 17 anni costituisce piena prova in tal senso e  palesa la presenza di una spiccata consapevolezza dei propri mezzi.
Il talento di Parigini non è certo passato inosservato, e gli occhi dei più importanti club italiani ed  europei (Manchester City e Juventus su tutti) sono puntati su di lui. 
Ma il Torino lo considera una risorsa troppo importante e non vuole farselo scappare tanto che non è affatto remota l’ipotesi di vederlo, già dal prossimo anno, calcare i campi della serie A con la società che prima di tutte lo ha scoperto e ha  creduto nelle sue qualità.
Con il talento e la personalità che possiede, c’è da aspettarsi che le gambe non gli tremeranno.
Alessandro Aliberti