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Campione d'Asia con l'Al Hilal, pronto per il Mondiale per club. Sebastian Giovinco dopo aver vinto in MLS ora trionfa anche dall'altra parte del mondo. E delle sue esperienze parla a SportWeek: "​"Con tutti gli stranieri dell'Al Hilal condivido un compound in un quartiere residenziale di Riad. Poi, quando ci sono le soste, faccio le mie scappate a Toronto, nella nostra casa in centro (la famiglia vive ancora lì, ndr). Orma la pagina con il club è chiusa, sono rimasto amareggiato, stop. Per il resto posso solo parlare bene di questa terra speciale. Ci ha conquistato lo stile di vita del Canada. Nonostante gli inverni freddi..."

CASA IN CANADA - "L'idea è di trasferirci lì a fine carriera. Alna è nata a Toronto e ha il passaporto canadese, magari più avanti riusciremo a ottenerlo anche noi. Ma le leggi canadesi sono molto selettivi". 

GLI OBIETTIVI -  "Mi sento bene e soprattutto mi diverto ancora. Il mio contratto con i sauditi scadrà quando avrò 35 anni, ma io mi sento di avere la benzina per arrivare a 38. Ibra? Lo avevo conosciuto già alla Juve. L'ho rivisto con i Galaxy. Un grande. Se torna al Milan... Il segreto per l'elisir di lunga vita calcistica? Il sorriso. Col passare degli anni bisogna essere sempre più attenti ai dettagli nella preparazione. Non è una fatica, a me i sacrifici non spaventano". 

DISINTOSSICATO - "A Toronto mi sono disintossicato. Non scopro io che il nostro calcio è stressante. Invece nella Mls c'è l'entusiasmo della gente e non avverti mai vere pressioni. L'Arabia Saudita è stata una sorpresa, vivono il calcio come da noi in Italia. Il calcio è il loro sport nazionale, non come negli Usa". 
SULLA SQUADRA - "Con Lucescu jr giochiamo un calcio offensivo. Io sono un trequartista nel 4-2-3-1. Non a caso siamo primi in campionato e ora ci attende il Mondiale per club in Qatar. Ovviamente non partiamo per fare le comparse. Al debutto, il 14, affronteremo i tunisini dell'Esperance. Se passiamo in semifinale dovremmo incrociare il Flamengo di Gabigol. Sono curioso di vedere se sono davvero più forti. Jorge Jesus mi ha voluto all'Al Hilal? E' curioso. Fu il portoghese a spingere per avermi. Poi però andò via in fretta: di fatto ci siamo incrociati. Poi ha avuto la bravura di portare il Flamengo a vincere la Libertadores". 

SULLA JUVE - "A chi sono più legato? A turno sento tutti. Con Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini c'era un legame più forte. Abbiamo vinto e quello spirito credo sia importante pure per chi c'è oggi. Un ricordo? Le vittorie sono tutte belle e con la Juve c'è l'imbarazzo della scelta. Ma io sono affezionato pure ai successi con l'Empoli. Però la cavalcata più esaltante resta quella di Parma, con Donadoni: eravamo in zona retrocessione e finimmo settimi". 

LA NAZIONALE - "Ringrazio Mancini per avermi chiamato, ma ho capito che non ha bisogno di me. Coi giovani sta facendo un grande lavoro. Finalmente l'Italia è competititiva". 

SUI SOLDI - Giovinco percepiva 7 milioni di euro a Toronto, mentre ora sono 10: "Erano opportunità importanti anche sotto questo profilo. In cambio mi chiedevano di vincere e io mi sono preso questa responsabilità".