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Sebastian Giovinco a 360°, sul mercato e non solo, ai microfoni di Calcio 2000
 
Sul problema dei tanti stranieri in Serie A: “Non mi pongo più il problema, perché stranieri o no, io penso di poterci stare e potermela giocare contro chiunque”.
 
Sull’esterofilia:  “Avrei avuto una carriera più facile se mi fossi chiamato Giovinho? Probabilmente sì, perché in Italia siamo esterofili”.
 
Su Prandelli: “Il mister ha competenze, conoscenze e una buona dose di coraggio. Non ha paura di proporre idee nuove e lanciare i giovani, crede in quello che fa e non si fa condizionare. Spero che si continui così, perché secondo me alla fine questo atteggiamento pagherà”.
 
Su Euro 2012: “L’Italia può essere la favorita e la mia non è solo una speranza, perché si respira aria positiva, il mister ci sta trasmettendo le sue idee e il gruppo dimostra di apprezzarle e seguirlo. Secondo me ci sono ottime basi per andare lontano”.
 
Sull’Italia stile Barça: “Perché no? Io ci credo. In quanto a qualità non credo che non ci manchi nulla, quello che serve è il tempo. Servono pazienza e fiducia”.
 
Sul passaggio al Parma: “Sono felice di come sia andata, mi ha permesso di conquistare la Nazionale”.
 
Sulla Juve: “Sono stati loro a mandarmi via, dovrebbero essere loro a convincermi eventualmente a tornare”.