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Sebastian Giovinco domina la MLS con il suo Toronto, ma anche questo non basta per assicurarsi una chiamata dal ct azzurro Ventura: la Nazionale resta ancora lontana per la Formica Atomica, che però non accetta che il campionato statunitense sia definito 'non allenante'. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Giovinco risponde: "Replico nello stesso modo di allora (quando Conte disse che la MLS non è allenante): è vero che a livello tattico qui si gioca più semplice e gli attaccanti hanno più possibilità di segnare, ma a livello fisico di sicuro è un torneo molto impegnativo. E comunque di semplice non c’è un bel niente. Mai chiamato per uno stage? Sono considerazioni che non spettano a me. Io faccio il mio lavoro sempre al massimo, tiro avanti, senza farmi influenzare da quelle cose che sfuggono al mio potere. Convocati Villa e altri ottanta giocatori della MLS? Evidentemente ci sono criteri di valutazione diversi. Che cosa devo fare? Strapparmi i capelli. Neppure potrei, perché li ho cortissimi (ride, ndr)".

L'ATTACCO DI D'AMICO - Sulle parole del suo agente Andrea D'Amico ("Trovo assurdo che Ventura non lo chiami. Giovinco sa segnare in tutti i modi, è un protagonista nella MLS"): "Dai, lui è di parte. Però, è chiaro, per un calciatore vestire l’azzurro e vincere con quella maglia è l’aspirazione massima e sempre lo sarà".

PERSE LE SPERANZE? - "Ciò che posso fare è continuare su questa strada: giocare bene nel mio club. Se dovessero chiamarmi sarei molto felice".

VANNEY LO INCORONA - "Dice che sono uno dei migliori nella storia della MLS? È di parte anche lui. Mi fa piacere. Sì, ho avuto un impatto importante in questa Lega. Penso però a Villa e Kakà: se fossero venuti quando erano più giovani non ci sarebbe stata discussione".

NOSTALGIA EUROPA - "Stare qui mi piace e mi diverte: significa che sono sereno. Però quando vedo le partite di Champions o di Serie A ogni tanto un pensierino lo faccio. Pentito di aver rifiutato il Barcellona? Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Batto le punizioni meglio di Messi? Per favore, nessun tipo di paragone se no succede una catastrofe. Penso solo a calciarle, mi piace farlo, mi diverto e mi alleno. Sì, è una grande qualità che ho, non la rinnego".

VINCERE L'MLS - "Intanto abbiamo archiviato il Supporters’ Shield, cioè abbiamo fatto più punti di tutti in regular season. Se fossimo in un torneo europeo, avremmo vinto il campionato: invece ci sono i playoff. Dobbiamo conquistare il trofeo, anche per riscattare la brutta esperienza della stagione scorsa. Perché perdere la finale ai rigori (Seattle non fece neppure un tiro in porta, ndr), in casa davanti ai nostri tifosi, lascia un’amarezza doppia. Fu come andare a Roma e non vedere il Papa".

MLS MIGLIORATA IN 3 ANNI - "Non ci sono dubbi che sia cresciuta. Non è ancora sullo stesso piano dei tornei europei più nobili, ma dipende dalla voglia e dall’impegno che ci metti in campo. Ormai stanno arrivando nomi importanti e molti sudamericani di ottima qualità".

VAR - "Per la MLS è un bene. Qui non c’erano gli assistenti di porta, per cui ora gli arbitri hanno un aiuto eccezionale. E poi nel Nord America c’è già una mentalità predisposta. La moviola esiste da anni nel basket e nel football. E si vive in modo più sereno e raramente si aprono polemiche come da noi".

SERIE A - "Chi mi diverto a seguire? Napoli e Atalanta, giocano molto bene. Specie il Napoli è attrezzato per poter lottare fino in fondo".

JUVE - "Ancora la più forte? In Italia sì. Credo che vincerà lo scudetto, ma Napoli, Roma e Inter potranno darle fastidio".

I PIU' ENTUSIASMANTI - "Scontato: Dybala e Mertens. Insigne quello che mi somiglia di più? Forse per la stazza fisica. Io sono un po’ più punta di lui. Ma lasciamo stare i paragoni".

TORONTO - "Come se la caverebbe in Italia? Salvezza sicura, forse si piazzerebbe a metà classifica".