L'Atletico Madrid di Diego Simeone arriva in piena forma a quello che può essere considerato un appuntamento decisivo della stagione: la sfida di domenica contro il Barcellona capolista. Ma se i risultati delle ultime settimane stanno dando la ragione al tecnico argentino, dopo l'eliminazione in Coppa del Re ha inanellato sette vittorie consecutive, preoccupa che la squadra stia cominciando a perdere pezzi.

RICHIAMO CINESE - Nello specifico è il caso del belga Carrasco e dell'argentino Gaitan, che proprio in questi giorni hanno deciso di lasciare la squadra colchonera per accettare l'offerta della compagine cinese del Dalian Yifang. Un affare che ha portato nelle casse dell'Atletico 45 milioni di euro ma che priva Simeone di un punto di riferimento come il nazionale belga, di soli 24 anni e arrivato a Madrid solo due anni e mezzo fa. C'è da dire che, anche se Carrasco ha dato fior di spiegazioni riguardo alla sua scelta di lasciare il calcio europeo ribadendo l'intenzione di non volersi perdere il prossimo Mondiale di Russia, l'impressione è che le scelte di Simeone, che sembra puntare sempre su un undici ben definito, lasciando poco spazio alle cosiddette seconde linee, siano uno dei motivi per cui il caso di Carrasco non risulti isolato. Questa stagione è toccato anche all'argentino Vietto lasciare la squadra dopo aver giocato solo 10 partite, e se Fernando Torres è rimasto è da considerarsi più amore per i colori, e la speranza di un rinnovo che sembra sempre più difficile, che per espressa decisione del tecnico argentino. Simeone riassume in poche parole le difficoltà di trovare un posto titolare nella sua squadra: "Per giocare nell'Atletico non basta dare il 100%."

PANCHINA CORTA - "Non mi preoccupa avere una panchina corta, - ha assicurato il "Cholo" all'indomani della partenza di Gaitan e Carrasco -. Ci sarà più spazio per chi rimane. Vedo un gruppo solido e compatto." Una squadra che sembra aver finalmente trovato la coppia di attacco titolare, con buona pace di Gameiro, Torres e Correa. Antoine Griezmann e Diego Costa, ribattezzati dalla stampa spagnola con l'improbabile acronimo AG/DC - con riferimento, cambiando una C per una G, allo storico gruppo Rock australiano, sembrano aver dato il giusto equilibrio a un reparto che sembrava aver perso il fiuto del gol. Se poi il francese resterà a Madrid anche la prossima stagione, si parla insistentemente di un suo trasferimento al Barcellona, sarà tutto da vedere.

TITOLI DECISIVI? - Per l'Atletico, in questa stagione, rimangono solo due titoli da poter conquistare: Liga ed Europa League. Non centrare nessun successo potrebbe spingere Simeone a lasciare la panchina dei madrileni per ascoltare le tante sirene che lo chiamano da mezza Europa, però questa è ormai la solita storia da qualche anno a questa parte, alla fine il "Cholo", nonostante le cocenti delusioni rimane. Forse è anche per questo che non si fa troppe illusioni, almeno quando si parla di campionato spagnolo. "Negli ultimi 13 anni, a parte noi (stagione 2013/14, ndr), la Liga l'hanno sempre vinta Barcellona o Real Madrid, - spiega, - e solo una volta è arrivato secondo il Villarreal. È un campionato impossibile per chi non si chiama Barça o Real. Noi continuiamo sulla nostra linea, quando mancheranno 5 o 6 giornate sapremo donde possiamo arrivare."

IL PICCOLO DERBY - Domenica prossima per evitare che la Liga sia ormai un capitolo chiuso, l'Atletico di Simeone deve provare a vincere al Camp Nou, cosa sicuramente non facile affrontando l'imbattuto Barcellona di Valverde e considerando che i colchoneros non vincono fuoricasa contro i blaugrana dall'ormai lontano 2006. Prima però c'è da affrontare il pericolo Leganes (ore 21,30). Stasera al Metropolitano i Pepineros dovranno cercare di rompere la sequela di risultati che li vede incapaci di vincere da sette partite, l'ultima vittoria è arrivata proprio un mese fa, ma contro un Atletico in palla come questo, è un'impresa difficile, anche se adesso la squadra di Simeone ha una panchina più corta.