136
Se mettessero una telecamera fissa su Sarri durante una partita della Lazio, tutti lo vedrebbero in due suoi atteggiamenti tipici: mentre prende appunti e mentre protesta. Con chi? Con l’arbitro, quando gli passa vicino; con il quarto uomo, in moltissime occasioni; disquisendo con se stesso, ma con sceneggiate plateali e visibili da chiunque, in tutte le altre circostanze. Una lamentela continua, incessante, per qualsiasi evento: da una rimessa laterale che chiaramente appartiene alla squadra avversaria, fino al fallo più evidente fischiato contro i suoi. Roba da calcio di paese.

Sarri è l’immagine in campo di troppi allenatori di Serie A: protestare a prescindere, quasi una regola di vita. Gasperini trasferisce questa sua avversione per la classe arbitrale anche all’esterno del campo. L’ultima polemica, per l’autogol di Cristante cancellato dal Var, è chiaramente capziosa. Il tecnico dell’Atalanta parte da una posizione corretta, perché c’è stato davvero un errore nell’annullamento di quella rete: Nasca al Var avrebbe dovuto suggerire a Irrati, che era in campo, di andare a vedere le immagini dell’azione; a quel punto sarebbe stato l’arbitro a sancire la posizione irregolare di Palomino, togliendo ai bergamaschi il pareggio. Invece la procedura è stata sbagliata, e questo ha scatenato Gasperini. Il quale se ne è fregato del passaggio successivo (e fondamentale): il gol era regolare? No, non lo era. Attraverso un percorso errato, si è arrivati alla decisione giusta. E allora, perché Gasperini ne ha fatto un caso e per tre giorni ha parlato solo di quello? Forse per non discutere del tonfo dell’Atalanta, travolta in casa e più lontana dal vertice della classifica?

La strategia di Gasperini è stata seguita per mesi da Mourinho: sembrava che tutti i problemi della Roma dipendessero dal livello modesto delle riserve e, soprattutto, dall’avversione degli arbitri. Quando l’allenatore ha smesso di lamentarsi, i giallorossi hanno finalmente vinto una grande partita, proprio a Bergamo. Forse è un caso, forse i giocatori improvvisamente si sono trovati senza alibi.
Sia chiaro, i nostri arbitri sono mediamente di livello modesto. Molto modesto. Lo abbiamo scritto, continuiamo a esserne convinti e lo ripeteremo anche in futuro, se e quando lo riterremo opportuno. Che diventino però ogni giorno l’oggetto di attacchi sguaiati - e a volte maleducati - da parte degli allenatori, è insopportabile. Ed è anche strategicamente sbagliato. Pioli, che ha modi quasi sempre misurati, dopo Milan-Napoli ha protestato in modo (per lui) vivace, e tutti si sono fermati a ascoltarlo. Si può pensare che avesse ragione o meno, ma se alza la voce uno che di solito non lo fa, attira l’attenzione sulle sue parole in modo naturale. Molto più di chi grida tutte le settimane, magari per nascondere sotto le proprie urla la sconfitta della propria squadra.

@steagresti