Il dio del calcio non sta con la Dea del gioco. C'era un rigore grosso come una casa ignorato dall'arbitro Banti, all'atto finale con una finale, e trascurato dal Var Calvarese. Bastos con un braccio ha deviato un tiro di de Roon che è finito contro il palo. Doveva essere rigore ed espulsione, invece è stata solo sfortuna con un altro tiro, sempre di de Roon, salvato a pochi passi dalla porta da Luiz Felipe. Nella stessa azione, l'Atalanta ha concluso o cercato di concludere, quattro volte senza trovare un pertugio.

Se Banti o Calvarese avessero fatto il proprio dovere, probabilmente la Dea ora avrebbe in mano la seconda Coppa Italia della sua storia. Invece, con un calcio d'angolo (testa del neo entrato Milinkovic Savic) e un contropiede (straordinaria azione solitaria di Correa), la Lazio ha vinto la settima, la terza di Lotito, la prima di Simone Inzaghi. Un trofeo che riscatta una stagione pallida. La Lazio rischiava di restare fuori anche dall'Europa League, invece così vi entra in pompa magna, cioé senza il dovere dei preliminari.

Detta dov'è andata la vittoria, è giusto domandarsi da che parte stesse il merito.
L'Atalanta non è stata la solita squadra. Ha tirato per prima (Papu Gomez da fuori e all’inizio), ha colpito un palo nell'azione del presunto rigore, ma ha difettato nelle uscite palla al piede. Zapata, poi, non teneva la palla e non riusciva a far salire la squadra. Spesso la difesa ha dovuto affrontare il tre contro tre, cioé proteggersi a sistema puro. In una ripartenza Masiello ha steso Correa al limite dell'area e Banti ha estratto il giallo. Forse, invece, era da rosso e, come nel caso di Bastos, si è preferito soprassedere.

Lazio a specchio (3-5-2 contro 3-4-1-2) con marcature spietate e interventi ben oltre la correttezza. Simone Inzaghi ha tolto Bastos, in difficoltà, dopo appena trentacinque minuti, inserendo Radu. Ha consentito che Immobile desse quanto aveva (non molto) per poi sostituirlo con Caicedo. Infine ha preservato Milinkovic Savic per l'ultimo spasimo di partita. Dentro da meno di un paio di minuti (aveva preso il posto di Luis Alberto), l'eclettico è andato a colpire di testa su angolo, anticipando Dijmsiti.

Ora colpevolizzare qualcuno per una sconfitta è esercizio stolido quanto meschino, però va detto che il difensore albanese ha commesso nel secondo tempo una serie di errori che hanno penalizzato l'Atalanta. Sul primo, pallone perso poco oltre il limite dell'area, è rinvenuto Palomino su Correa ormai ad un passo dal gol. Sul secondo Milinkovic Savic ha colpito sfruttando fisico e tempismo. Djimsiti non è Toloi e si è visto completamente.

Non so dire se sia stata una gara propriamente bella, ma il clima, con pioggia e freddo, ha favorito il ritmo, sempre alto. La Lazio ha cercato di aggredire l'Atalanta, comprimendole il palleggio e togliendole il respiro. Ma alla lunga, almeno secondo me, avrebbero avuto più energie gli uomini di Gasperini. Certo, subìto il gol all'82', l'allenatore dei nerazzurri ha fatto un triplo cambio (Barrow per Zapata, Gosens per Castagne, Pasalic per de Roon) ordinando una furibonda occupazione degli spazi avversari. Ma Papu Gomez avrebbe dovuto battere meglio l'ultima punizione, con i compagni tutti in area, e non farsela respingere con un rinvio rugbistico da Caicedo.

Nell'uno contro uno nella metacampo nerazzurra, Correa si è bevuto Freuler (ultimo e unico uomo), ha saltato Gollini e ha tirato impendendo a Hateboer l'estremo salvataggio sulla linea. Tripudio dell'Olimpico di sponda biancoceleste, delusione dei ventiduemila venuti da Bergamo. Sognavano di essere, dopo ventidue anni, la prima squadra di una piccola città ad infrangere il dominio metropolitano in Coppa Italia. Invece quel primato resta al Vicenza di Guidolin, che battè il Napoli nel 1997, in una doppia finale.

Purtroppo per l'Atalanta e i suoi tifosi sono stato annunciatore di cattivi presagi. Non avevo visto la squadra brillare contro il Genoa e, oltre ad averlo scritto, mi ero permesso di aggiungere che in una settimana decisiva due obiettivi (Coppa Italia e accesso alla Champions League) sarebbero potuti svanire in maniera atroce. La Coppa Italia, anche per colpa di Banti e Calvarese, è andata. Resta la Champions, per raggiungere la quale bisogna, come minimo, pareggiare a Torino con la Juve. Il resto avrebbe sapore della beffa perché quest'anno Bergamo è stata la capitale del gioco e ritrovarsi dietro a Inter e Milan non sarebbe giusto.

IL TABELLINO

Atalanta-Lazio 0-2 (primo tempo 0-0)


Marcatori 36' st Milinkovic Savic (L), 45' st Correa (L)

Assist 36' st Leiva (L)

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Palomino, Djimsiti, Masiello; Hateboer, De Roon (39' st Pasalic), Freuler, Castagne (39' st Gosens); Ilicic, Gomez; Zapata (39' st Barrow). All. Gasperini.

Lazio (3-5-2): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Bastos (35' pt Radu); Marusic, Parolo, Leiva, Luis Alberto (33' st Milinkovic), Lulic; Correa, Immobile (21' st Caicedo). All. Inzaghi.

Arbitro: Banti di Livorno

Ammoniti: 24' pt Bastos (L), 37' pt Masiello (A), 39' pt Lulic (L), 41' Zapata (A), 12' st Leiva (L), 35' st Freuler (A), 42' st Marusic (L)​