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Fare un mercato creativo. È il destino delle società medio-piccole, che non potendo competere nel segmento alto del calciomercato devono ingegnarsi a trovare calciatori in formazione o battere mercati alternativi. A questa scelta si è uniformato il Brescia neo-promosso e riguardo a ciò non vi è alcunché da eccepire. I risultati del campo hanno emesso fin qui un verdetto negativo, ma ciò è legato in misura relativa alle strategie di calciomercato. Come detto nelle precedenti puntate di questa serie, il nostro scopo è vedere quanto i nuovi arrivati siano stati utilizzati fino al momento in cui la Serie A è stata costretta a fermarsi causa Covid-19. Rispetto a ciò gli esiti sono alterni. Nel senso che il Brescia ha azzardato diverse scommesse, e che alcune fra queste si sono rivelate azzeccate mentre altre hanno avuto esito infelice. Se poi si guarda alla scommessa per eccellenza, Mario Balotelli, la valutazione tecnica va scissa da quella basata sulle cifre.

In termini tecnici, e a meno che alla ripresa del campionato l'attaccante non spari tutte le cartucce necessarie a fargli fare la differenza, la scommessa è persa. Se invece si guarda ai numeri, essi non sono certo entusiasmanti ma nemmeno catastrofici. Andiamo dunque a guardare nel dettaglio, dopo avere fornito i dati di squadra. Fino allo stop della Serie A il Brescia ha giocato 27 partite ufficiali, di cui 26 del massimo campionato e 1 di Coppa Italia (Perugia-Brescia 2-1 dopo tempi supplementari). Il totale dei minuti di squadra giocati, considerando anche i 30' supplementari della gara di Coppa Italia contro il Perugia, sono 27.060. Per quanto riguarda gli impieghi in campo, i tre allenatori che si sono avvicendati sulla panchina bresciana (Eugenio Corini in due riprese, Fabio Grosso e Diego Lopez) hanno mandato in campo quasi sempre 14 giocatori a partita. Fanno eccezione tre gare in cui ne sono stati impiegati 13 (Cagliari-Brescia 0-1, Sampdoria-Brescia 5-1 e Brescia-Napoli 1-2) e quella di Coppa Italia contro il Perugia in cui, grazie a quanto consente il regolamento di competizione (quarta sostituzione nei tempi supplementari), ne sono stati utilizzati 15. Ciò fa sì che il totale degli impieghi tocchi quota 366.

MERCATO ESTIVO - Durante la finestra estiva del calciomercato la società guidata da Massimo Cellino acquisisce 10 nuovi calciatori. Per rinforzare la difesa vengono portati a Brescia il portiere finlandese Jesse Joronen (proveniente dal Copenaghen), i difensori Jhon Chancellor (venezuelano proveniente dal club qatariota dell'Al Alhy), Bruno Martella (Crotone) e Giangiacomo Magnani (Sassuolo). Rientra inoltre Massimiliano Mangraviti dal prestito al Gozzano. Per il reparto di metà campo vengono presi il ceco Jaromir Zmrhal (Slavia Praga) e il brasiliano di passaporto italiano Romulo (in prestito dal Genoa). Infine, per l'attacco vengono acquisiti il franco-beninese Florian Ayé (Clermont Foot), oltre a Alessandro Matri (Sassuolo) e Mario Balotelli. Quest'ultimo ha trascorso la stagione precedente al Marsiglia ma giunge a Brescia da svincolato. Dunque si tratta di 5 italiani, 4 stranieri e 1 italiano naturalizzato. Quanto alla nazionalità dei club di provenienza 5 sono italiani (2 Sassuolo, 1 a testa Crotone, Genoa e Gozzano), 4 stranieri (1 a testa da Danimarca, Francia, Qatar e Repubblica Ceca), e poi c'è il caso di Balotelli che si pone in una posizione ibrida: ha giocato il precedente campionato in un club estero ma non è da quello che il Brescia lo preleva.

Per quanto riguarda l'utilizzo in campo, spiccano Joronen e Chancellor. Joronen gioca 23 partite su 27, tutte per intero. Le altre 4 vengono saltate tutte per infortunio. I suoi minuti di gioco sono 2.190 sui 2.460 totali. Fa addirittura meglio Chancellor, che salta soltanto 3 gare per infortunio  (consecutive, fra la 10a e la 12a) e gioca per intero le restanti 24. I suoi minuti sono 2.280, arricchiti da un bottino di 3 gol che per un difensore centrale è quota di gran rilievo. Fra i nuovi un altro utilizzato con assiduità è Romulo. Che si mette a disposizione del Brescia a partire dalla 3a di campionato e da quel momento in poi le gioca tutte fino alla 22a. Quindi ne salta 3 per infortunio e si accomoda in panchina nell'ultima gara prima dello stop (Sassuolo-Brescia 3-0). La somma fa 20 partite sulle 24 giocate dal Brescia dopo il suo arrivo, delle quali 19 da titolare e 14 intere, con 1 gol all'attivo (Udinese-Brescia 0-1). I suoi minuti di gioco sono 1.689 sui 2.160 possibili. Discreti i numeri di Martella, che gioca 17 partite su 27 ma ne salta 5 per infortuni vari. L'esterno di sinistra accumula 10 partite da titolare di cui 7 giocate per intero, toccando quota 949 minuti giocati sui 2.460 possibili. E si può tracciare una linea divisoria con la valutazione dei numeri di Mangraviti, che deve aspettare la 10a giornata per vedere il campo ma poi mette insieme numeri discreti: 7 gare su 27 di cui 6 dall'inizio e 3 per intero. I suoi minuti giocati sono 523 su 2.460.

I CASI CONTROVERSI - Lo apre Mario Balotelli, che inevitabilmente è il simbolo di questa stagione bresciana. Lo sarebbe stato comunque, nel bene o nel male. Quanto alla valutazione tecnica del suo rendimento si è già detto: se doveva fare la differenza, l'obiettivo è stato mancato. Se invece si guarda ai suoi numeri si scopre che essi non sono positivi ma neanche disastrosi. Balotelli gioca quasi tutte le partite in cui è stato abile e arruolabile, cioè 19 sulle 26 da quando è stato tesserato. Ma quel “quasi” è parecchio pesante, perché le 7 gare rimanenti vengono tutte saltate per motivi disciplinari. E se le prima 4 sono eredità della squalifica subita in Francia dopo l'ultima gara giocata con la maglia del Marsiglia, le altre tre sono maturate in questo scorcio di stagione bresciana. Prima la non convocazione disposta da Fabio Grosso alla vigilia di Roma-Brescia, causa scarso impegno in allenamento. E poi la subitanea espulsione (entrato in campo al 72', cacciato 8 minuti dopo) in Brescia-Cagliari 2-2, che gli costa due giornate di squalifica. Delle restanti 19 gare l'attaccante ne gioca 16 da titolare di cui 10 per intero. I minuti di gioco sono 1.410 su 2.340, corredati da 5 gol.
E infine va dato conto dei quattro arrivi estivi che si sono rivelati dei flop. Si parte con Ayé, l'attaccante proveniente dalla B francese che proprio non riesce a vedere la porta. Le cifre dicono che le occasioni non gli sono certo mancate: 16 partite giocate su 27, di cui 11 da titolare e 6 intere. I suoi minuti sono 993 su 2.460 possibili. Di gol manco a parlarne. Fa ancora in tempo a riscattarsi il ceco Zmrhal. Che ha giocato 11 partite su 27, ma si tratta quasi soltanto di spezzoni. Da titolare è stato schierato soltanto 4 volte, una delle quali è la gara di Coppa Italia persa in agosto a Perugia. Il trend è migliorato proprio nell'ultimo scorcio prima dello stop, quando Zmrhal è stato schierato nella formazione iniziale per 3 gare consecutive e ha giocato per intero le ultime 2. Ciò che comunque non risolleva di molto il dato deficitario dei minuti giocati: 470 su 2.460. Quasi nullo l'apporto dei due calciatori giunti in prestito dal Sassuolo e rispediti al mittente durante il mercato di gennaio. Magnani è titolare in Coppa Italia contro il Perugia e gioca 95', ma poi salta le prime 10 di campionato per infortunio, quindi fa in tempo a collezionare altre due presenze di cui una intera (Brescia-Torino 0-4). I suoi minuti giocati sono 209 sui 2.010 possibili. Quanto a Matri, colleziona soltanto spezzoni. Il più lungo dei quali tocca i 26' (Brescia-Juventus 1-2). Inoltre, in un'occasione Matri riesce a farsi espellere dopo soli 19' di presenza in campo (Hellas Verona-Brescia 2-1). I suoi numeri parlano di 8 presenze e 79 minuti giocati sui 1.710 possibili.

MERCATO INVERNALE - A gennaio la società di Cellino prova a rinforzare la squadra prendendo due calciatori nordici: l'attaccante finlandese Simon Skrabb, proveniente dal club svedese del Norrköping, e l'islandese Birkir Bjarnason (ex Pescara), proveniente dal Qatar come Chancellor (in questo caso il club da cui viene acquisito è l'Al Aarabi). Dunque si tratta di due calciatori stranieri provenienti da club esteri. Come nel caso di tutti i calciatori trasferiti durante il mercato invernale, non si può esprimere giudizi consolidati. Però possono essere individuate delle tendenze. E tali tendenze dicono che i due nuovi arrivi sono stati impiegati con buona frequenza. Skrabb ha collezionato 4 presenze sulle 7 possibili, nessuna delle quali intera, per complessivi 49 minuti su 630. Migliori i numeri di Bjarnason, che ha giocato 5 delle 7 gare possibili di cui 3 dall'inizio e 1 intera. I suoi minuti sono 302 su 630.

QUANTO INCIDONO I NUOVI? - Nel complesso il Brescia ha fatto un ampio utilizzo dei nuovi. Gli impieghi sono stati 157 sui 366 totali, con una percentuale del 42,89%. Quanto ai minuti giocati dai nuovi, sono 11.143 su 27.060, con una percentuale del 41,17%. Nell'ultima gara giocata prima dell'interruzione (Sassuolo-Brescia 3-0) sono stati schierati 8 nuovi giocatori, con una quota di 7 contemporaneamente in campo: Joronen, Chancellor, Martella, Bjarnason e Zemhral per 90', Ayé fino al 59', Balotelli fino al 77' e Skrabb dal 67'.

(3. continua)

@pippoevai