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Davide contro Golia è un tema ricorrente nel mondo dello sport, l'atleta o la squadra outsider contro la favorita per tentare l'impresa. Ma se fosse possibile annullare il gap e permettere al piccolo Davide di sfidare alla pari Golia, se non addirittura capovolgere i pronostici? Con gli eSports ora si può: "Ed è il nostro obiettivo". A parlane in esclusiva a Calciomercato.com è Paolo Cisaria, COO di Mkers, uno dei team più importanti e quotati a livello italiano e internazionale nel mondo del gaming competitivo. Basti pensare agli ultimi successi ottenuti: la vittoria nella FIFAe Club World Cup (il Mondiale per Club di Fifa 21) o ancora la conquista della partecipazione al Six Invitational, torneo più prestigioso di Rainbox Six Siege, primo team italiano a centrare questi due traguardi. Con un nuovo obiettivo già fissato: vincere la eDivisie.

Si tratta del campionato eSports ufficiale dell'Eredivisie, che su Fifa metterà a confronto i 18 club che partecipano al massimo campionato olandese per decretare quale sarà il miglior team virtuale. E i Mkers parteciperanno attivamente, perché grazie alla collaborazione con Bundled costituiranno il team ufficiale dell'FC Emmen. Una sorta di underdog, visto che in Eredivisie, a sette giornate dal termine, si trova in penultima posizione e cerca l'impresa per evitare la retrocessione. Ma, almeno su Fifa, potrà annullare il gap con corazzate come Ajax e PSV, se non addirittura giocarsela da favorita: "Saranno forse il team più forte dell'eDivisie", commenta soddisfatto Cisaria. E, guardando i nomi dei due pro player designati per l'Emmen, sembra difficile dargli torto: Oliver 'Oliboli' Uttgren, dei Mkers e già vincitore di un Qualifier e dell'eClub World Cup, e Levy Frederique, del team Bundled che in Italia già collabora anche con l'Inter.

"Non vedo l'ora, ringrazio Mkers e Bundled per l'opportunità", racconta a Calciomercato.com lo stesso Uttgren. "Potrò giocare con Levy che è un grandissimo player". Ovviamente con in testa un solo obiettivo: "Vincere. Sono sempre affamato di vittorie, ogni torneo che gioco". 'Oliboli', 21 anni da compiere a giugno, è già uno dei gamer più affermati nel circuito competitivo di Fifa, basti pensare che con i successi ottenuti e la costanza nei piazzamenti lo svedese è ora terzo in classifica mondiale (gioca su PlayStation 4). Ma come si allena un pro player per raggiungere questi livelli? "La cosa più importante è giocare con grandi giocatori - spiega Oliver -. Io gioco con 'Prinsipe' (Daniele Paolucci, compagno di squadra nei Mkers con cui ha vinto l'eClub World Cup, ndr) e imparo sempre qualcosa: è importante, bisogna giocare ai più alti livelli". Anche perché un titolo come Fifa evolve diverse volte all'interno della medesima stagione: "E' difficile adattarsi a un gioco che cambia ogni mese, ma ho il tempo di lavorarci su. Bisogna trovare ogni volta una nuova formazione". Quale? "Ho iniziato con il 442, ma ora sono passato al 4312 e ora mi trovo bene. Il mio giocatore insostituibile? Mbappé". Evolversi e cambiare continuamente con il gioco, difficile ma non impossibile: "Se uno è bravo si adatta", chiosa con il sorriso Uttgren.

 

Un talento svedese per un team italiano, come nasce l'idea? 'Oliboli' racconta: "Mi hanno che erano molto interessati, mi hanno scritto e ho sentito che fosse la cosa giusta da fare nella carriera. E guardando ora penso proprio sia stata la giusta". Una scommessa per i Mkers? No, una linea programmatica ben precisa come spiega Cisaria: "Legandoci alla nostra strategia internazionale era importante per noi avere un top player internazionale, avevamo bisogno di una persona speciale e un uomo speciale, io penso che Oliver sia la scelta giusta non solo perché è un grande giocatore, ma perché è facile lavorare con lui, è sempre disponibile e professionale". Il risultato infatti non è l'unico obiettivo, ma è parte di una strategia imprenditoriale più ampia: "E' importante non solo vincere ma avere buoni staff e buona organizzazione e investimenti, ma in particolare io penso che i giocatori siano il veicolo per parlare con la fanbase: Oliver è l'esempio di come si possa avviare la carriera professionistica negli eSports, quello che è importante per noi è avere testimonianze dell'opportunità che possono dare gli eSports. Ringraziamo Oliver perché lavora duro e penso che anche la community italiana lo capisca, perché ormai lui è quasi italiano: molti dei nostri fan sono anche fan di Oliver ora, non era facile pensare che uno svedese venisse accolto e integrato così".
Uttgren quindi già più italiano del connazionale e coetaneo Dejan Kulusevski, oggi alla Juventus: "Lui almeno sa parlare italiano, io devo ancora impararlo" scherza Oliver. Che oltre al calcio virtuale ha comunque una passione personale per quello tradizionale: "Prima che la pandemia lo impedisse giocavo da difensore. Ho iniziato come centrocampista da bambino, ma poi sono diventato difensore". Tutto il contrario dell'Oliboli su Fifa: "E' un gioco più portato all'attacco e questo mi piace". Appassionato di calcio, ma la squadra preferita non è svedese: "No infatti, la mia preferita è il Real Madrid". E nessun dubbio neanche sul giocatore prediletto: "Cristiano Ronaldo!" risponde subito. E se CR7 lasciasse la Juve per tornare alla Casa Blanca? "Eh magari, speriamo che torni" dice sorridendo il gamer. Il calcio tradizionale, però, non sarà il suo futuro: "Ho ancora tanti anni di carriera da gamer, ma una volta 'appeso' il joystick al chiodo vorrei comunque restare nel mondo di Fifa. Magari come coach". "O potrebbe essere il nostro country manager in Svezia", replica Cisaria.

Abbandoniamo i campi di gioco reali per tornare su quelli virtuali e parlare della figura del player che, dopo anni, inizia ad essere riconosciuto e percepito come un professionista a tutti gli effetti: "Penso che le persone stiano iniziando a capire che non è solo un gioco ma un lavoro - ci dice soddisfatto 'Oliboli' -. Lavorare da professionista sottrae tantissime energie nervose e non è facile, ma penso che molti stiano iniziando a capire che non è un gioco, ma un lavoro". E in Italia il merito va anche a una community di giocatori sempre più forte e competitiva a livello internazionale: "Sta migliorando molto, i giocatori sono tutti molto bravi", conferma Uttgren. "Ma sfortunatamente molti di questi bravi player italiani non stanno giocando la eSerie A (primo campionato ufficiale su Fifa organizzato dalla Lega di A, ndr). Penso che cinque o sei dei migliori italiani non ci siano", commenta amareggiato Paolo Cisaria, evidenziando come non manchino ancora dei limiti allo sviluppo del movimento italiano. E i motivi sono diversi: "Uno dei problemi è continuare a pensare gli eSports una moda: devono invece diventare un'opportunità, un'industria, un'occasione di crescita ed engagement, anche per misurare la reach raggiunta per sponsor e investitori. Penso che ogni organizzazione debba cambiare l'approccio ed essere ancor più professionale, perché ora abbiamo l'opportunità di raccogliere investimenti, ma abbiamo anche la responsabilità di dare risultati agli sponsor il cui turn over di settore è ancora troppo alto, dobbiamo parlare lo stesso linguaggio di centri media e agenzie di marketing e fidelizzare i rapporti con chi sta credendo nella crescita di questo settore. Dobbiamo pensare gli eSports come un vero mercato, e così potremo crescere come nei paesi stranieri, con un approccio meno autoreferenziale e più analitico. Questo è il motivo per cui Mkers ha investito nello sviluppo del proprio organico con un’area Marketing affidata a Maurizio Quintavalle ed un reparto creativo gestito da Marco Fresta, oltre che in strutture come la nostra esclusiva Gaming House".

Una fotografia perfetta la offrono gli sponsor di maglia dei team eSports, come sottolinea Cisaria: "Durante le finali dell'eClub World Cup abbiamo battuto Astralis, uno dei migliori team in Europa. Loro avevano Audi come sponsor sulla maglietta, un accordo da milioni, e guardate la maglietta di Oliver: c'è un muro nero. Questa è la differenza di mercato tra Italia e nord Europa, noi siamo i campioni in Europa e questa è la fotografia". Nonostante nei fatti, la vetrina fosse ghiotta per gli sponsor: "Non siamo un trend, siamo un'occasione di visibilità. Durante la FIFAe Club World Cup, Oliver e Prinsipe hanno giocato davanti a 350mila utenti unici, abbiamo avuto 3-4 ore su tv satellitare, più di 35 articoli sul web e i giornali. Sono fatti". Ecco perché, quindi, l'assalto alla eDivisie può essere il primo passo per un nuovo passo avanti: "In Olanda abbiamo una grande partnership con Bundled e li ringraziamo per l'opportunità. In Italia non è stato possibile realizzarlo, fortunatamente è stato possibile farlo per l'eDivisie. Speriamo che tutto andrà bene per noi. Inizieremo settimana prossima contro l'Ajax, sarà il nostro primo match in una competizione straniera. L'anno prossimo proveremo anche ad avere presenza in Liga, Bundesliga e Premier League. Quello che è importante per noi è mostrare che gli eSports possono essere una buona strategia per ridurre il gap con le big nell'immaginario collettivo: occasione di avere più visibilità certo, ma penso che quando pensiamo agli eSports in tornei ufficiali l'occasione sia per i piccoli club".

Un esempio per l'Italia, dove però c'è già chi sta mostrando di essere su questa strada: "Guardiamo cosa sta facendo il Monza: hanno avuto l'opportunità di vincere l'eClub World Cup, perdendo in semifinale con Astralis. Sono una case history di come ridurre il gap: c'erano grandissimi club internazionali, è la prova che si può fare", ricorda Cisaria. C'è poi anche chi ha intrapreso una strada di investimenti a più ampio raggio. E' il caso della Roma, con cui i Mkers hanno stretto una partnership per partecipare alla eSerie A su eFootball PES 2021, ma non solo: "Abbiamo iniziato un torneo su Valorant (celebre titolo della casa di produzione Riot, ndr) con la Roma. Oggi giochiamo su PES, ma abbiamo iniziato un'attività importante in un altro settore e già a gennaio avevamo organizzato un torneo su Fortnite. La Roma sta investendo, magari è grazie anche al fatto che la proprietà sia americana, ma posso dire che stanno investendo davvero e non solo su titoli calcistici". E una spinta importante, arriva dalla vocazione internazionale di Mkers: "Continuiamo il percorso di internazionalizzazione e questo ci ha portato alla partnership con Bundled. Abbiamo riscontri su Rainbow Six, altri titoli. Siamo il punto di riferimento da cui altri vanno ad attingere, qualcuno prova a prendersi i nostri player e in alcuni casi siamo stati noi a cedere un player portando plusvalenza e facendo case history: iniziamo a dare valore a quei contratti. La cosa più bella è vedere che Mkers è attenzionata dagli addetti ai lavori", conclude Paolo Cisaria.

Gli eSports un'opportunità di mercato, ma soprattutto un'occasione di carriera per tanti ragazzi che si approcciano al settore. Non potevamo chiudere quindi senza un consiglio da un professionista come Oliver Uttgren: "Divertitevi, sempre. Se non vi divertite non imparate e non potrete crescere come giocatori. Dovete divertirvi quando giocate contro grandi gamer: perderete anche qualche partita, va messo in conto, ma servirà per crescere. Ci vuole una grande mentalità per diventare i migliori: restare calmi, concentrati, non c'è bisogno di correre". E' questa la ricetta di 'Oliboli', pronto con i Mkers a dare l'assalto alla eDivisie.